Militaires et guerilla dans la guerre d’Algerie ,a cura di Jean-Charles Jauffret e Maurice Vaisse,Editions Complexe 2001

Settembre 9, 2009 at 5:32 pm (Uncategorized) (, , , , , , , , , )

Nonostante non sia possibile dare conto analiticamente di tutti I contributi degli autorevoli relatori,e’ tuttavia possibile -seppure sinteticamente-formulare alcune considerazioni di indubbia rilevanza in relazione alla guerra di Algeria.
In primo luogo,l’iniziale assenza da parte francese di una spirito interarma fu superata a partire dal 1959 grazie alla leadership di Bigeard -che fu in grado di amalgamare le unita’ francesi- e grazie al Col.Ruyssen con la realizzazione del CROGG la prima struttura integrata di intelligence che permise al potere militare francese di superare la rivalita’ tra la DST diretta da Pontal e del SDCE coordinata da Germain,struttura interarma I cui benefci furono tuttavia ben presto vanificati con la proliferazione di strumenti di intelligence quali la SAS del Gen.Parlange,il BEL e il COBR.In secondo luogo,benche’ inizialmente la reazione francese alle nuove modalita’ di guerra sovversiva si fosse rivelata lenta e tardiva-come sottolineato nel 1955 dal console brittanico Irving-ben presto il potere militare fu in grado di reagire-come indicato dall’ambasciatore brittanico Jebb- attraverso il Centro di istruzione di controguerriglia e di sovversione di Arzew nel 1957,il “quadrillage”di Trinquier e la collaborazione tra la gendarmeria e l’esercito e tra il SDCE e la Marina.Indubbiamente uno degli strumenti per eccellenza di contrasto attuati dalla Francia fu la guerra psicologica il cui artefice fu certo Larechoy ma che ebbe modo di prendere forma nel contesto delle forze armate francesi grazie a Bigeard,Godard attraverso il CHTP del Gen.Ely,attraverso il CIGP e naturalmente grazie al 5°Bureau.Se indubbiamente -da parte dell’ALN- fu compiuto un tentativo analogo di guerra psicologica e di disinformazione presso i soldati francesi-i sottoufficiali in particolare-ai quali la Francia fu presentata come la principale responsabile del terrorismo, e’ tuttavia altrettanto indubbio che in Francia l’opposizine alla guerra si manifesto’ attraverso la disubbidienza alla leva che fu certo di notevole rilevanza ed ebbe modo di prendere forma attraverso Alban Liecthi-la cui azione fu ampiamente pubblicizzata dalla CGT-,Noel Favreliere,Jean Le Meur e soprattutto Jeanson ma soprattutto attraverso periodici -quali L’Humanite’ ,Le temps des rappeles e Esprit-che esercitarono un impatto ampio e duraturo presso gli intellettuali francesi laici e cattolici.Infine,fra le molte conclusioni alle quali il saggio perviene due ci sembrano quelle di particolare rilievo:in primo luogo la battaglia di Algeri rappresentera’ un punto di riferimento fondamentale per la guerra rivoluzionaria e la guerra psicologica e in secondo luogo la delega politica al potere militare-ed in particolare a Massu e Salan-portera’ ad un ribaltamento dei ruoli tra magistratura e potere militare attribuendo a quest’ultimo un ruolo determinante in tutte le scelte politiche di rilievo.
Gagliano giuseppe

Permalink Lascia un Commento

GENERAL BIGEARD,CRIER MA VERITE,EDITIONS DU ROCHER 19,50 2002

Settembre 5, 2009 at 3:54 pm (Uncategorized) (, , , , , , , , , , )

Nella prima parte del volume autobiografico Bigeard ripercorre le principali tappe della battaglia di Algeri che lo vide protagonista al pari di Massu,Godard e Salan.Se il taglio interpretativo e’ certamente realistico e nazionalistico insieme ,l’autore non puo’ fare a meno di ricordare come la lotta contro l’FNL fosse letta come una lotta per l’integrita’ nazionale francese e nel contempo come una lotta per il conseguimento della liberta’ di fronte alla avanzata minacciosa del comunismo.Proprio partendo da questi assunti politici,fu svolta una accurata formazione ideologica dei militari del 3°RPC trasformadoli in breve tempo in una formazione di elite. Sotto il profilo strategico certamente preziose risultano le riflessioni dell’A.sia in relazione all’uso innovativo dell’elicottero-trasformato da Bigeard da semplice strumento logistico a strumento formidabile di ricognizione e repressione-sia in relazione alle profonde trasformazioni strategiche che la guerra sovversiva implica a cominciare dalla necessita’ di attuare un approccio anche politico e psicologico oltre che strettamente militare. L’analisi della struttura bicefala dell’FNL-politica e militare-consentira’ a Bigeard di comprendere lucidamente come la struttura verticale e orizzontale dell’FNL avesse permesso una capillare infiltrazione dei sovversivi all’interno della societa’ algerina garantendo ad essa ampio sostegno finanziario. Un altro aspetto di rilievo indicato dall’autore e’ certamente il ruolo decisivo di Saadi -sul piano militare-con l’introduzione delle bombe artigianali che contribuirono ad aumentare la pressione psicologica presso i pied noir e quello altrettanto decisivo di Ben M’Hidi sul piano politico nei cui confronti Bigeard non nascose mai il suo rispetto che fu d’altronde esplicitamente contraccambiato.Nella seconda parte -non senza una punta di autocompiacimento-l’ A. dopo aver fatto cenno ai suoi successi militari(che lo porteranno a diventare nel 1971 Generale di Divisione delle Forze francesi nell’Oceano indiano e presidente della Commissione difesa sotto Giscard d’Estaing di cui divenne amico) lamenta la progressiva caduta del prestigio internazionale della Francia determinato da una politica incerta e incoerente,da stanziamenti risibili rispetto al passato,da forze professionali che non comprendono che la scelta di indossare la divisa costituisce una vocazione e non dunque una ordinaria professione.Certo la progressiva politicizzazione delle forze di polizia rischia di intaccare l’integrita’ delle forze armate francesi che -nonostante siano prive di missili da crociera e non ricevono la dovuta attenzione da parte della classe politica- contribuiscono-grazie alla intelligence della DST e del DRM-a dare un contributo di rilievo nella lotta al terrorismo sia in Medioeriente che in Africa.
GAGLIANO GIUSEPPE

Permalink Lascia un Commento

jacques baud, Le renseignement et la lotte contre le terrorisme lavauzelle 2005

Agosto 27, 2009 at 4:58 pm (Uncategorized)

Se gia’ nei precedenti saggi l’A.-uno dei piu’ noti studiosi di intelligence e di terrorismo a livello internazionale-aveva preso in attenta considerazione la diversa tipologia dei terrorismi,adesso nella prima parte del saggio individua anche le metodologie offensive del terrorismo(le bombe,gli attentati suicidi,la presa di ostaggi),le fonti di finanziamento(illegali o meno),la loro struttura interna (sovente caratterizzata da una dimensione politica e militare),le forze estreme di terrorismo o superterrorismo che comprendono quello nucleare,biologico,chimico,il cyberterrorismo che utilizza la guerra informatica per danneggiare le infrastrutture critiche e infine il terrorismo asimmetrico.Nella seconda parte-dopo aver distinto tra le diverse tipologie di intelligence(quello di difesa,quello di polizia che si occupa di identificare gli autori potenziali,quello operativo che raccoglie informazioni utili per l’azione a livello tattico)-Baud sottolinea nel contempo l’urgenza e la necessita’ di oltrepassare l’attuale divario tra intelligence esterna e interna anche cercando di delimitare con esattezza gli ambiti operativi distinguendo tra intelligence di anticipazione,di investigazione e di documentazione. Sotto il profilo storico,il contrasto al terrorismo si e’ concretizzato ora utilizzando la tortura-esempio questo estremo di controterrorismo-dalla quale possono mutuarsi informative di discutibile credibilita’ per quanto necessarie a livello tattico-ora attraverso la delazione da parte della societa’ civile o piu’ recentemente attraverso le fonti elettromagnetiche.Ad ogni modo,non pochi rimangono i problemi per attuare una strategia di controterrorismo e antiterrorismo efficace:la quantita’ di informazioni,il loro uso e il loro coordinamento.Dopo aver passato in rassegna,alcuni dei principali strategie messe in atto dai paesi europei nel contrasto al terrorismo(l’ATCSA inglese,il TRACFIN e il CILATI francesi) Baud sottolinea come il contrasto alla eversione sia sia concretato ora nella cooperazione bilaterale tra servizi ora in quella multilaterale mentre sul piano squisitamente operativo sono state messi in campo approcci diversificati che vanno dalle eliminazioni extragiudiziali della MISTA ‘ AVARIM israeliana alla guerra dell’informazione fino alla negoziazione attraverso concessioni parziali.

Gagliano giuseppe

Permalink Lascia un Commento

JACQUES BAUD,ENCYCLOPEDIA DES TERRORISME ET VIOLENCES POLITIQUE,LAVAUZELLE 2003

Agosto 16, 2009 at 11:36 am (Uncategorized) (, , , , , , , , , , )

L’autore-proveniente dai servizi segreti svizzeri -e’ considerato uno specialista di conflitti moderni e dei metodi della guerra segreta e in questo ampio volume studia I diversi gruppi terroristici o violenti moderni analizzandone la loro struttura,gli obiettivi,le loro strategie,i metodi di finanziamento,le tecniche operative e I loro organigramma.Nella ovvia impossibilita’ di esaminare le singoli voci-data la vastita’ del saggio-prenderemo in esame I presupposti metodologici sui si costruisce il saggio.Nel corso di lunghi anni di attivita’ di intelligence,Baud ha maturato la convinzione che esista in primo luogo un legame indissolubile tra antiterrorismo e controterrorismo,in secondo luogo che esista la possibilita’ di categorizzare il terrorismo a partire da due coppie concettuali-terrorismo emozionale/razionale,terrorismo costruito sul sostegno popolare forte / debole e in terzo luogo che al di la’ delle forme specifiche attraverso le quali si manifesta(l’autore ne individua otto indicandole nel terrorismo islamico,di guerriglia,politico e di guerriglia,ecofondamentalista,antiabortista,narcoterrorista,di droit commun,di mafia e marginale)a livello di organizzazione interna questo puo’ concretarsi sostanzialmente in tre strutture: “en etoile” tipica dei piccoli gruppi,”decentralisee” caratteristica dei gruppi terroristici tradizionali e infine quella “en reseau” tipica dei gruppi terroristici moderni come Al-Quaida.In terzo luogo,se e’ vero che la collaborazione tra intelligence determina ottimi risultati-l’autore cita a tale riguardao quella tra la DST e la SVD olandase nel contrasto della Gia islamica in Francia nel 2000-e se e’ vero che certamente la Homeland americana potrebbe rappresentare una buona contromisura(per quanto la sua credibilita’ dovrebbe fondarsi su un sistema di intelligence approppiato che neanche Israele possiede), l’uso delle contromisure messe in atto dagli stati sono certamente varie e comprendono anche gli squadroni della morte di cui l’autore illustra l’ambiguita’(si pensi alla Mistavarim israeliana che opera clandestinamente nei territori occupati basandosi sul concetto di azione preventiva) o la barriera antinfiltrazione che riposa essenzialmente sulla combinazione di un dispositivo statico e dinamico(come la Linea Morice creata nel 1957).In quarto luogo,fra le innumerevoli voci inserite dall’autore, la nostra attenzione si e’ rivolta a quella dei Black Bloc che consideriamo di particolare interesse visto gli avvenimenti di Genova.Secondo Baud,questo gruppo di individui si riuniscono temporaneamente in determinate occasioni allo scopo di praticare una strategia offensiva anticapitalista di natura mista perche’ posta a meta’ strada tra il terrorismo e la guerriglia urbana servendosi naturalmente di internet con finalita’ di guerra psicologica.Inoltre e’ arduo negare l’esistenza di vincoli assai stretti tra I Black Bloc e il Dan di Seattle,il Reclaim the streets inglese e la Ruckus society californiana.
Gagliano giuseppe

Permalink Lascia un Commento

ANDY MCNAB,AZIONE IMMEDIATA,TEA ,2000

Agosto 9, 2009 at 3:38 pm (Uncategorized) (, , , , , , , , , , , , , , , )

Dopo aver trascorso l’intera adolescenza nei quartieri poveri di Brixton e Peckham sopravvivendo con furti,dimostrando di essere un pessimo scolaro e facendo lavori saltuari che non gli risparmiarono il riformatorio,riusci’ ad imprimere una svolta determinate nella sua vita entrando nei Green Jackets dove ricevera’ un buon addestramento di base e grazie alle sue attitudine psicofisiche riuscira’ a divenire caporale di fanteria.La promozione conseguita e la forza di carattere acquisita lo indurranno a proseguire nella carriera militare decidendo di entrare nel 22° Reggimento dei SAS.Particolare importanza riveste nel saggio autobiografico,la descrizione analitica dell’addestramento che fu scandito da lunghissime marcie,dall’acquisizione delle competenze per la navigazione terrestre manuale,dall’utilizzo di varie armi-la Colt,la Beretta,i mortai da 81 mm,il lanciarazzi Milan,la Browing calibro 9-,dall’uso delle armi del Patto di Varsavia,dall’addestramento alla giungla fondamentale per il conseguimento della specializzazione in guerriglia svolta nel Brunei. Altrettanto rilevante sara’ il corso denominato JSIW prediposto per resistere agli interrogatori in caso di cattura,corso costruito anche sulle atroci testimonianze degli agenti del Soe sopravvissuti alla Gestapo.L’addestramento giungera’ a termine attraverso l’acquisizione dell’HALO o addestramento al lancio diurno e notturno,del CRW cioe’ delle principali tecniche antiinsurrezionali,della guerra psicologica e alla simulazione denominata “killing house” per la liberazione di ostaggi.Le esperienze maturate nell’Ulster contro l’Ira,nel sultanato di Oman,nel Belize e la collaborazione con la Dea americana per contrastare il narcotraffico in America Latina non faranno altro che affinare le sue capacita’ trasformandolo in uno dei migliori elementi delle forze speciali brittaniche.
Gagliano giuseppe

Permalink Lascia un Commento

GIAMBATTISTA SCIRE’,L’ABORTO IN ITALIA,MONDADORI,22 EURO

Agosto 9, 2009 at 3:36 pm (Uncategorized) (, , , , , , , , , , , , , )

Se e’ difficile negare che nel nostro paese il dibattito-culturalmente alto-relativo all’aborto sia iniziato grazie al MLD,al Fild e naturalmente al Partito radicale fra il 1970 e il 1971 e’ altrettanto difficile negare che abbia preso forma attraverso manifestazioni ampie svoltesi a Roma e a Milano e che videro nella Lonzi e nella Maciocia le indiscusse protagoniste.Come opportunamente sottolinea l’autore-ricercatore di Storia contemporanea a Firenze-la prima proposta di legge relativa alla leicita’ dell’aborto sara’ promossa dal Psi-in particolare da Banfi,Caleffi e Fenoltea-mentre a livello di dibattitto scientifico internazionale saranno Monod e Jacob a farsene sostenitori.Se apparve scontata e prevedibile la ferma opposizione della chiesa- di tutte le sue strutture organizzative-e dell’Msi inusuale-sotto il profilo ideologico a non sotto il profilo della alleanza con la Dc- si rivelo’ l’ambigua posizione del Pci attraverso l’Udi.Ad ogni modo il prima passo concreto dal punto di vista legislativo,fu la legge del 1973 formulata dal deputato socialista Fortuna che si inseri’ in un contesto nazionale altamente problematico-pensiamo alla condanna da parte della magistratura della Pierobon per aborto- mentre sul fronte internazionale sia la Germania-con la legge Heinemann-sia gli Usa-con la sentenza Roe Wade dimostrarono l’arretratezza ideologico-giuridica del nostro paese,arretratezza superata solo nel 1975 dalla Corte costituzionale che sancira’ la non punibilita’ della donna per l’aborto scelto consapevolmente.Tuttavia-come sempre-le forze politiche piu’ all’avanguardia decisero di predisporre centri di accoglienza autogestiti per le donne -i celebri CRAC-mentre gli intellettuali piu’ aperti alla innovazione dei costumi-fra i quali Eco,Calvino,Bocca-presero le difese di tutte quelle iniziative volte a difendere la liberta’ di scelta della donna duramente contrastate da Cl e dal Movimento per la vita.Certo non mancarono nel mondo cattolico tentativi di mediazione-si pensi ai Cristiani per il socialismo o alla Comunita’ dell’Isolotto-che per quanto rilevanti non saranno tuttavia in grado di incidere sulla intransigenza dottrinaria della chiesa.Solo nel 1978 con la legge 194 il nostro paese ebbe un pacchetto normativo all’avanguardia che consentiva l’autodeterminazione della donna ma prevedeva nel contempo il diritto all’odc da parte del personale sanitario.Votata dal pci, psi,psdi,pr,pl,dalla sinistra indipendente e osteggiata dalla dc,dall’msi determino’ reazioni durissime da parte dei gesuiti-che la ritennero incostituzionale- e da parte di cl che manifesto’ la propria contrarieta’ attraverso l’adunanza di ottomila persone davanti alla presenza del Pontefice .Concretamente le forze cattoliche piu’ conservatrice furono in grado di organizzare un referendum nel 1981 con il quale speravano di bocciare clamorosamete la legge 194 ma l’esito ebbe un risultato esattamente contrario alle aspettative dimostrando il radicamento della secolarizzazione nel nostro paese.Le forze cattoliche-in particolare il Movimento per la vita,Cl e l’Opus Dei-presero atto della svolta ideologica operata dalla societa’ civile italiana e decisero di promuovere una opposizione ferma e decisa a 360° alle implicazioni antireligiose delle problematiche bioetiche.
Gagliano giuseppe

Permalink Lascia un Commento

FRANTZ FANON I DANNATI DELLA TERRA,EINAUDI 1962

Agosto 9, 2009 at 3:33 pm (Uncategorized) (, , , , )

Nella prima parte del saggio Fanon illustra -in una ottica pienamente marxista-leninista-modalita’ e finalita’ della rivoluzione algerina la cui attuazione deve in prima istanza liquidare il processo di decolonizzazione sostituendo in tal modo una specie di uomini con un’altra per arrivare alla creazione di uomini nuovi e in secondo luogo dovra’ essere in grado di spezzare le numerose dicotomie(la citta’ del colono e quella del colonizzato,la miseria dei colonizzati e l’opulenza dei colonizzatori costruita sul sangue e sul sudore dei negri) distruggendo in modo radicale la miseria inumana nella quale versa il popolo algerino .Allo scopo di conseguire queste finalita’,la forza nazionalista algerina dovra’ esigere la redistribuzione della ricchezza in termini socialisti-spezzando in tal modo le catene del capitalismo-le ricchezze del quale sono state ottenute con le deportazioni e lo schiavismo-e delle compagnie private che lo alimentano(le quali fra l’altro esigono la costruzione di basi militari per difendere i loro interessi).L’alternativa percorribile non sara’ la edificazione di partiti in stile occidentale che non sono in grado di comprendere la natura del popolo ma che al contrario se ne servono(si pensi ad esempio ai contadini utilizzati come forza di manovra inerte e cieca) ma semmai sara’ perseguibile in primo luogo dalla costruzione di un partito parallelo a quello legale che sara’ in grado di rapportarsi in modo corretto trovando rifugio e protezione presso il popolo ,un popolo generoso,pronto al sacrificio dotato di una fierezza granitica e in secondo luogo dalla organizzazione della lotta armata fondata sul presupposto clausewtiano-leninista della piena coincidenza della guerra con la politica. Proprio in questa ottica, il ruolo dei dirigenti diventa di rilievo in quanto devono illuminare il popolo e indottrinarlo centralizzando l’autorita’ politica che fra l’altro dovra’ tenere conto anche dei lumpenproletarat e dovra’ anche predisporre un esercito di popolo .Nell’ultima parte del saggio,Fanon prende in considerazione le numerose malattie mentali derivanti dalla guerra-la depressione,la psicosi ansiosa-e dalla tortura fra le quali le depressioni agitate,l’anoressia mentale,l’instabilita’ motrice.
GAGLIANO GIUSEPPE

Permalink Lascia un Commento

JACQUES BAUD,LA GUERRE ASYMETRIQUE,EDITIONS DU ROCHER,2003,20,00 EURO

Agosto 8, 2009 at 7:12 pm (Uncategorized) (, , , , , , , , , , , , , , )

L’autore-uno dei piu’ illustri e autorevoli studiosi di intelligence e strategia a livello internazionale-illustra con uno stile elegante e diretto gli aspetti principali della guerra asimmetrica E’ difficile negare che uno degli aspetti di novita’ emersi dalla storia contemporanea sia in primo luogo la centralita’ dell’informazione che si manifesta travalicando le distanze,influenzando le scelte politico-militari,conferendo maggiore influenza o togliendola,manifestandosi secondo una modalita’ universale e interdipendente;il secondo elemento e’ certamente la diffusione di una violenza determinata da passioni culturali,etniche caratterizzate da spietata brutalita’.Il terzo elemento e’ relativo alla trasformazione del concetto di spazio:accanto a quello geopolitico si affianca l’infosfera dimensione per eccellenza della manipolazione,il cyberspazio nel quale l’informazione numerica circola e permette l’interazione degli attori.Ebbene l’insieme di questi due elementi determina la guerra cibernetica che puo’ prendere forma ora nel cyberterrorismo ora nella cyberpropaganda che attraverso internet consente agli attori asimmetrici di avere un contatto diretto con il pubblico completando l’azione dei media.Il quarto elemento consiste nell’approccio strategico indiretto -sorto con Sun-tzu e sviluppato dal Patto di Varsavia – finalizzato a modificare il sistema nemico.Il quinto elemento della guerra asimmetrica non consiste nella ricerca della superiorita’-come nella guerra tradizionale-ma nella conversione della superiorita’ dell’avversario in debolezza(come la guerra del Vietnam e l’Ezln provano ampiamente).Ma attraverso quali strumenti la guerra asimmetrica si manifesta?Baud ne individua ben quattro:la non violenza,la violenza politica(quella dei Black blok),il terrorismo e la guerra della informazione.Particolare interesse riveste l’analisi del terrorismo la cui proteiforme natura l ‘autore riesce a imbrigliare in una chiara tipologia:il terrorismo denominato “de droit commune” che si basa sul terrore per soddisfare degli obiettivi esclusivamente criminali (come la mafia o il narcoterrorismo),il terrorismo marginale che tenta di innestare un processo rivoluzionario ma in assenza di un assenso popolare(sovente questa tipologia si fonda sulla teoria del foco di Che Guevara) come nel caso della RAF e di ACTION DIRECTE,il terrorismo politico che pianifica la distruzione della autorita’ costituita per crearne una nuova conducendo una guerra sovversiva(p.e.l’ETA) e che indubbiamente possiede una connotazione ideologica.Particolare interesse riveste il processo rivoluzionario marxista che si costruisce a partire da fasi ben precise:la realizzazione di una base popolare attraverso la propaganda e la disinformazione volta a corrodere l’ordine sociale attraverso il sabotaggio ,la formazione militare dei militanti che comporta la distruzione degli avversari -realizzando gerarchie parallele-attraverso la guerriglia ed infine la realizzazione di una nuova struttura politica e sociale.Dopo aver individuato alcune caratteristiche di rilievo della riflessione di Guevara e Marighella,Baud si sofferma sul terrorismo di guerriglia praticato nell’ambito di una guerra di liberazione,su quello a causa unica di natura ecofondamentalista e infine il terrorismo di stato di cui fu fatto ampio uso durante la guerra fredda da parte del totalitarismo attraverso la polizia segreta.Ebbene,a questo punto ,quale strategia efficace e’ necessario utilizzare se non quella basata sulla intelligence,sulla strategia e l’azione? Sul fronte della intelligence questa si manifesta in quella di investigazione o di polizia,di documentazione e di anticipazione che costituisce la forma piu’ complessa perche’ implica la necessita’ di prendere decisioni sul futuro.Al di la’ della tassonomia,l’autore non si nasconde il fatto che la presenza di forti rivalita’ tra intelligence e esterna,superata dall’Olanda con la loro umificazione,la scarsa collaborazione tra servizi dei paesi europei e non rendera’ sempre piu’ difficoltoso attuare una strategia adatta che ad ogni modo-per essere efficace- dovra’ essere olistica perche’ dovra’ cercare di attuare una sintesi o combinazione di mezzi offensivi e difensivi,civili e militari e dunque controterroristici e antiterrostici, attraverso la guerra del sapere-p.e.lo spionaggio informativo-,la maskirovska-insieme di dissimulazione e disnformazione-,la capacita’ di influenzare (per esempio una popolazione aumentando la sua capacita’ combattiva) e la cooperazione tra i media attraverso un gentlemen ’s agreement.
GAGLIANO GIUSEPPE

Permalink Lascia un Commento

MASSIMO L.SALVADORI,DEMOCRAZIA SENZA DEMOCRAZIA,LATERZA 2009

Luglio 25, 2009 at 5:23 pm (Uncategorized) (, , , , , , , )

Non c’e’ dubbio che in questo breve saggio l’autore-docente alla Universita’ di Torino e editorialista di “Repubblica”-intenda illustrare con dovizia di argomentazioni le cause che hanno progressivamente svuotato di significato la democrazia ,prendendo come punti di riferimento la tradizione libersocialista bobbiana,la riflessione di Mosca sul ruolo delle elites ma soprattutto quella americana di Calhoun,Clay e Taylor.Tuttavia-al di la’ delle critiche prevedibili e scontate visto l’orientamento ideologico dell’autore- rivolte a Berlusconi e alla amministrazione Bush-,risulta francamente sorprendente l’assenza di qualsivoglia riferimento alla tradizione anarchica sia a quella americana che a quella europea. Inoltre, l’insieme delle osservazioni critiche rivolte alle oligarchie finanziarie e industriali sovranazionali ,risultano essere francamente una mera ripetizione della tradizione socialista ottocentesca e di quella no global.Ad ogni modo,per quanto concerne il contenuto del saggio,l’autore opportunamente sottolinea che se la democrazia non persegue piu’ i suoi fini e’ lecito non parlare piu’ di democrazia,(a tale proposito Salvadori conia l’espressione di governo a legittimazione popolare passiva)soprattutto tenendo conto che questa e’ stata erosa dalla globalizzazione che ha concentrato enormi poteri nelle mani di ristrette oligarchie(portando al conseguente impoverimento di una parte consistente dei ceti medi e alla progressiva erosione della sovranita’ statuale) e dalla manipolazione mediatica pianificata che ha condotto il cittadino ad assistere passivamente alle scelte politiche riducendolo a quello di un consumatore della politica incapace di incidire attivamente e realmente .
GAGLIANO GIUSEPPE

Permalink Lascia un Commento

FOR LOVE OF WATER-FOLW,di IRENA SALINA,FELTRINELLI REAL CINEMA,2009

Luglio 25, 2009 at 5:02 pm (Uncategorized) (, , , , , , , , , )

E’ questo il suggestivo titolo data dalla regista americana Salina al suo documentario- inchiesta che costituisce un atto di denuncia -scientificamente argomentato dalle autorevoli testimonianze di GLEICK,BARLOW,GADGIL,OLSONHAUTER,MARKS,SINGH etc-delle conseguenze nefaste della privatizzazione dell’acqua determinate dalla volonta’ predatoria delle multinazionali-quali la VIVENDI UNIVERSAL,LA SUEZ,LA RWE-THAMES,LA BECHTEL-UNITED UTILITIES-i cui profitti annuali ammontano oramai al 40% di quelli dell’industria petrolifera. Ebbene,se la societa’ civile dovesse consentire senza opporsi in alcun modo la mercificazione delle risorse mondiali idriche, “l’aqua andra’ a chi se la potra’ permettere e non a chi ne ha bisogno”.Se sotto il profilo tecnico-osserva la celebre scienziata e militante Shiva-le cause della attuale crisi idrica possono essere ricondotte alla deforestazione,alle attivita’ minerarie,alle monoculture agricole e forestali sotto il profilo ideologico le cause sono piu’ profonde e sono relative alla ideologica neoliberista che ha dato avvio alla privatizzazione delle risorse erodendo completamente i diritti dei popoli.A questa ideologia bisogna contrapporre una scala di valori completamente contraria,costruita sulla consapevolezza che l’acqua e’ un dono della natura,e bisogna usarla secondo le nostre esigenze rispettando le specie e gli ecosistemi,che l’acqua connette tutti gli esseri umani attraverso il suo ciclo e che di conseguenza comprarla o venderla per trarne profitto costituisce una gravissima violazione del diritto dei popoli ad usufruirne. Se questi presupposti ecologici saranno fatti propri dalla societa’ civile la mobilitazione permanente contro le multinazionali che ne seguira’ sara’ di tale portata da ridimensionare il potere delle multinazionali.
Gagliano giuseppe

Permalink Lascia un Commento

Prossima pagina »