FOR LOVE OF WATER-FOLW,di IRENA SALINA,FELTRINELLI REAL CINEMA,2009
E’ questo il suggestivo titolo data dalla regista americana Salina al suo documentario- inchiesta che costituisce un atto di denuncia -scientificamente argomentato dalle autorevoli testimonianze di GLEICK,BARLOW,GADGIL,OLSONHAUTER,MARKS,SINGH etc-delle conseguenze nefaste della privatizzazione dell’acqua determinate dalla volonta’ predatoria delle multinazionali-quali la VIVENDI UNIVERSAL,LA SUEZ,LA RWE-THAMES,LA BECHTEL-UNITED UTILITIES-i cui profitti annuali ammontano oramai al 40% di quelli dell’industria petrolifera. Ebbene,se la societa’ civile dovesse consentire senza opporsi in alcun modo la mercificazione delle risorse mondiali idriche, “l’aqua andra’ a chi se la potra’ permettere e non a chi ne ha bisogno”.Se sotto il profilo tecnico-osserva la celebre scienziata e militante Shiva-le cause della attuale crisi idrica possono essere ricondotte alla deforestazione,alle attivita’ minerarie,alle monoculture agricole e forestali sotto il profilo ideologico le cause sono piu’ profonde e sono relative alla ideologica neoliberista che ha dato avvio alla privatizzazione delle risorse erodendo completamente i diritti dei popoli.A questa ideologia bisogna contrapporre una scala di valori completamente contraria,costruita sulla consapevolezza che l’acqua e’ un dono della natura,e bisogna usarla secondo le nostre esigenze rispettando le specie e gli ecosistemi,che l’acqua connette tutti gli esseri umani attraverso il suo ciclo e che di conseguenza comprarla o venderla per trarne profitto costituisce una gravissima violazione del diritto dei popoli ad usufruirne. Se questi presupposti ecologici saranno fatti propri dalla societa’ civile la mobilitazione permanente contro le multinazionali che ne seguira’ sara’ di tale portata da ridimensionare il potere delle multinazionali.
Gagliano giuseppe
STORIA DELLO SPIONAGGIO,A CURA DI TOMASO VIALARDI DI SANDIGLIANO E VIRGILIO ILARI,EDIZIONE ASSOCIAZIONE EUROPEA DEGLI AMICI DEGLI ARCHIVI STORICI,2006 15.00 EURO
Il volume -frutto del lavoro di noti analisti strategici e storici militari-pone l’enfasi da un lato su alcuni aspetti di indubbio rilievo della intelligence italiana,nipponica,inglese e dall’altro lato pone l’accento sugli strumenti di contrasto del terrorismo e sulla importanza della guerra elettronica.
Sul fronte della intelligence italiana-PETROLA-sottolinea come durante il REGNO DI SARDEGNA le fonti di intelligence derivassero ora dalle analisi statistiche,ora dalle testimonianze degli emigrati ora infine dalle ricognizioni militari. Di fondamentale importanza-per comprendere chiaramente l’organizzazione dello spionaggio militare italiano-fu il contributo del gen.GOVONE che fu in grado di organizzare un efficiente servizio di intelligence a partire dal 1859.Questo successo fu reso possibile anche dalla lungimiranza del Ministro della Guerra LA MARMORA che,nell’aprile del 1855,emano’ una breve istruzione sulla necessita’ della intelligence e sulla indispensabilita’ di crearla secondo un criterio interforze.Tuttavia,tale legittima aspirazione,fu pienamente recepita-come sottolinea PASQUALINI-soltanto tra il 1918 e il 1925,periodo nel quale si consolido’ l’idea di una intelligence militare interforze .Proprio in questa direzione andarono le osservazioni di TATTONI-ministro degli Esteri-che nel 1919 contribui’ indubbiamente a gettare le premesse per la nascita del SIM,la cui struttura organizzativa fu tuttavia piu’ volte rivista nel corso della seconda guerra mondiale finendo per minarne l’efficienza. Paradossalmente l’attivita’ informativa militare italiana deve considerarsi piu’ organica e unitaria durante i primi anni del novecento,periodo nel quale-rileva CAPPELLANO-lo spionaggio fu centralizzato nell’UFFICIO I e nelle sue fondamentali ramificazioni periferiche(alludiamo all’Ufficio Scacchiere Orientale,Occidentale e Coloniale).Il contributo dato alla guerra elettronica dall’Inghilterra durante il primo e il secondo conflitto mondiale,fu assolutamente decisivo-sottolinea SANTONI-per lo sviluppo della SIGINT attuale.Infatti la STANZA 40 della Royal Navy-che fra l’altro consenti’ la corretta interpretazione del telegramma Zimmermann nel 1917-e la realizzazione di ULTRA nel 1939 presso BLETCHLEY PARK-grazie al quale fu possibile decifrare i messaggi della macchina crittografica tedesca ENIGMA-,costituiscono due pietre miliari della guerra elettronica.A tale proposito-TANI-osserva che durante la cold war l’uso della guerra elettronica raggiunse il proprio apice.Sia sufficiente riflettere sulla guerra del Vietnam- nella quale gli Usa si servirono con successo di RWR,ECM di nuova generazione,di missili anti-radiazione e veivoli specializzati denominati WILD-WEASEL-,sul conflitto arabo-israeliano del 1973 durante il quale Israele si servi’ di avanzate tecniche di inganno ECM RANGE GATE PULL OFF(che resero inutilizzabili i missili egiziani antinave STIX) e infine su quello con il Libano nel quale Israele distrusse l’intera difesa aerea siriana attraverso l’impiego combinato di mezzi di scoperta ESM,RPV,di missili guidati ZEEV portando in tal modo a termine una operazione NETWORKCENTER ante-litteram.Al di la’ della complessa articolazione della intelligence cinese-oggetto del saggio di MINI-e’ opportuno individuare alcune linee guida di rilievo.In primo luogo,la sicurezza dello stato cinese si costruisce sull’attivo coinvolgimento della societa’ civile sia nel settore della intelligence che in quello della counter-intelligence.Coinvolgimento reso possibile dalla piena compenetrazione tra il partito comunista e lo stato che si concretizza anche attraverso le unita’ di lavoro,i capi villaggio e i capi fabbrica.Tuttavia,allo scopo di realizzare un controllo sempre piu’ ampio della societa’,anche il partito possiede una serie di organismi di intelligence autonomi rispetto a quelli istituzionali.Sotto il profilo operativo,lo spionaggio cinese opera all’interno grazie all’uso della delazione,della tortura mentre all’esterno anche attraverso canali informali quali gli studenti, le agenzie di viaggio e gli istituti strategici.A conclusione del saggio,MINI osserva che per i cinesi il vantaggio tecnologico americano e’ disperso e reso vano da una prospettiva strategica limitata e dalla incapacita’ di valutare le conseguenze delle informazioni.La centralita’ della intelligence ,nel contrasto del terrorismo, e’ esplicitamente riconosciuta da GORI che-dopo una breve sinossi delle principali scuole di pensiero antiterroristiche(l’autore-a tale riguardo- scarta la soluzione di DERSHOWITZ ritenendola troppo radicale),sottolinea la grande utilita’ della strumentazione denominata ASAP messa a punto dalla RAND e altresi’ rileva l’indipensabilita’ di una collaborazione euro-americana possibile a patto che si comprenda la forma mentis del nemico servendosi della intelligence principalmente come strumento di prevenzione del terrorismo.Una riflessione a parte merita il saggio di VIALARDI e VIVIANI relativo al celebre caso MITROKIN.Secondo l’analitica disamina della vicenda compiuta dagli autori,emergono con nettezza alcuni punti fermi:in primo luogo appare inconsueto che un funzionario di statura mediocre quale fu MITROKIN potesse avere accesso a una documentazione cosi’ vasta e importante;in secondo luogo,appare altrettanto inusuale l’incompetenza del KGB nel consentirgli di accedere a questa documentazione senza rispettare le usuali misure di sicurezza.In terzo luogo,il contenuto dei fascicoli possiedono solo un valore storico e comunque furono certamente “ trattati” dal SIS e dalla CIA.Infine-secondo un modo di fare tipico delle farse teatrali-l’intelligence italiana e la classe politica invece di chiarire contenuti e finalita’ dei dossier,si accusarono reciprocamente di varie inadempienze contribuendo in tal modo da un alto a ingenerare maggiore confusione e dall’altro a privare di credibilta’ la documentazione di MITROKIN.
GAGLIANO GIUSEPPE
Franz kurowski,il commando di hitler.missione globale per la divisione brandeburgo,leg,28,00 euro 2009
In questo ampio e documentato saggio,l’autore-noto storico tedesco-prende in considerazione la genesi,lo sviluppo e l’epilogo della Divisione Brandeburgo.Come e’ ampiamente noto nel gennaio del 1935,Canaris divenne direttore della ABWEHR e poco dopo aver siglato una serie di accordi con l’intelligence italiana-via Roatta-,con quella estone e con quella nipponica-via Oshima-,ristrutturo’ l’ ABWEHR in tre dipartimenti istituendo nel 1939-in collaborazione con il cap.von Hippel e il maggiore Magrerne-il Battaglione Brandeburgp.La sua finalita’ era quella di di attuare operazioni di ricognizione,sabotaggio e di sostegno alla avanzata della fanteria e dei reparti corazzati.Una delle prime operazioni alle quali venne destinata la Brandeburgo nel 1940, fu l’occupazione dei ponti sulla Mosa in Olanda ,l’attacco alle chiuse marittime di Newport in Belgio,il sequestro della documentazione del Deuxieme Bureau a Parigi,la distruzione delle chiuse di Folkestone e l’occupazione del porto di Weymouth. Altrettanto di rilievo furono le operazioni condotte per salvaguardare le infrastrutture petrolifere romene,per distruggere le fortificazioni campali dei partigiani titini , per l’occupazione dell’isola di Evvia nel golfo di Volos e dell’istmo di Corinto nel 1941.Sul fronte orientale,l’attacco alla fortezza di Brest-Litovski-per impadronirsi degli archivi-,l’occupazione di Lvov e l’attacco con alianti alle fortificazioni dell’isola baltica di Oesel alla fine del 1941 -con lo scopo di neutralizzare le batterie nemiche per facilitare l’attacco della fanteria-sono alcune delle operazioni piu’ significative. Sullo scacchiere mediorientale,Canaris pose in essere una Brigata araba-costituita all’interno della Brandeburgo-per pianificare operazioni in Iran,Iraq e Afghanistan allo scopo di appoggiare movimenti indipendentisti, di assicurarsi rifornimenti alimentari e petroliferi o di distruggere le raffinerie petrolifere come quella di Abadan nel giugno del 1941 con l’operazione AMINA. Di particolare interesse furono sia le missioni in India condotte con la Legione Asad Hindi-allo scopo sia di proteggere Chandra Bose sia di promuovere la sollevazione antibrittanica-sia quelle nello scenario africano- nel quale ,attraverso l’operazione THEODORA, fu compiuto un lavoro di ricognizione militare nella zona di confine tra la Libia e l’Africa centrale francese-sia infine quella in Russia attraverso l’operazione ZEPPELIN la cui finalita’ era quella di infiltrare in massa agenti nei campi di prigionia russi per svolgere attivita’ di informazione/disinformazione,di sabotaggio e di controguerriglia.A partire dal 1943,avvenne il primo importante cambiamento nella Brandeburgo determinato dal passaggio del comando al col. von Pfulstein che strutturo’la Brandeburgo in una vera e propria divisione.Sotto il suo comando,prosegui’ la campagna antipartigiana contro i Russi e contro i titini(prevenendo per esempio i possibili sbarchi nemici lungo al costa istriana nel maggio del 1944 anche attraverso operazioni anfibie).L’epilogo della Brandeburgo giunse a compimento nel settembre del 1944 quando venne assimilata sia nella divisone Panzer-nello specifico venne inclusa nel corpo d’armata Grossdeutschland-sia nelle Waffen SS al comando di Skovzeny.In conlusione,significativa sono le riflessioni amare dell’autore:mentre infatti da una parte i vertici della intelligence tedesca si misero al servizio del nemico pur di avere salva la vita ,dall’altra parte gli uomini valorosi della Brandeburgo fecero una fine drammatica concludendola loro vita o sui campi di battaglia-ne morirono tremila- o nei campi di prigionia.
Gagliano Giuseppe
JOHN R.SCHINDLER,JIHAD NEI BALCANI,EDITRICE GORIZIANA -2009
L’autore-docente di Strategia al Naval war College ed ex analista della NSA-esamina in modo ampio e sistematico il ruolo che l’integralismo musulmano ha avuto sia nella genesi della Repubblica bosniaca che nella diffusione del terrorismo internazionale.Il panislamismo si diffuse nei Balcani sia grazie ai Fratelli musulmani-sorti nel 1928 grazie a Hassan al-Banna-sia grazie ai Giovani musulmani nati nel 1941 che diedero un contributo di rilievo durante la seconda guerra mondiale collaborando con la Gestapo e esortando i propri affiliati a divenire membri della XII Divisione volontari di montagna delle Waffen SS. Durante la dittatura titina,numerose liberta’ della minoranza musulmana furono profondamente ridimensionate e i Giovani musulmani furono considerati un gruppo terroristico con forti legami in Iran e Sudan. Proprio allo scopo di prevenire le modalita’ eversive dei Giovani musulmani,il KOS-il servizio segreto militare di controspionaggio titino-si infiltro’ nei gangli vitali della organizzazione musulmana ed in particolare nell’SDA la piu’ importante organizzazione politica musulmana fondata da Izetbegovic la cui principale finalita’ consisteva nella creazione di una Bosnia musulmana sulla base dei principi politico-religiosi dell’integralismo panislamista. Dopo la fine del comunismo titino,allo scopo di realizzare questo ambizioso progetto,Izetbegovic ristrutturo’ l’SDA secondo una modalita’ organizzativa simile a quella leninista, servendosi delle moschee come avamposto per reclutare,attuando una guerra psicologica rivolta all’Europa e agli Usa volta a camuffare la vera natura integralista del suo programma politico ,istituendo nel 1991 la Lega patriottica -formazione paramilitare- ,il servizio segreto-denominato MOS-ed infine l’organizzazione nota come ALLODOLE finalizzata alla eliminazione degli oppositori presenti all’interno del partito. Sotto il profilo delle alleanze politiche e finanziarie, queste furono ampliate durante la guerra bosniaca e presero forma attraverso la criminalita’ organizzata-in particolare con Prazina e Tapalovic-, collaborando attivamente con la VEKAK iraniana , con Hezbollah,con il Gruppo islamico egiziano, la GIA algerina e il Centro islamico di Milano,ma soprattutto con Bin Laden e la Lega musulmana servendosi di ONG e di banche di copertura. L’agit-prop promosso da Izetbegovic-e dall’Iran- fu di tale efficacia da consentirgli di avere il sostegno attivo della amministrazione Clinton e della DIA,della BND,dell’Onu-con l’eccezione del comandante Mackenzie e Morillon-e di gran parte degli analisti americani(fra i quali Roy e Esposito) che non compresero la reale natura della progettualita’ politica dell’SDA gettando in tal modo le premesse per il consolidamento e la diffusione del terrorismo islamico. Solo fra il 1995 e il 1997-poco dopo gli accordi di Dayton e il fallito attentato a Giovanni Paolo II- l’intelligence -ed in particolare il SISMI con l’operazione “Sfinge”e la DGSE dopo gli attentati della Gia in Francia-incomincio’ a prendere coscienza di come la Bosnia musulmana fosse diventata la principale esportatrice del terrorismo islamico sia in Europa,sia in Russia-in particolare in Cecenia-sia infine in America. A tale riguardo,dopo l’11 settembre l’intelligence americana accerto’ senza alcun dubbio che ben tre terroristi -fra cui l’addestratore Zammer-avevano ricevuto una preparazione militare proprio in Bosnia .Ebbene,proprio per la natura proteiforme di Al Qa’ida l’offensiva europea e americana dovra’-secondo l’autore-costruirsi a partire da una dimensione strategica che non escluda nessuna opzione.
GAGLIANO GIUSEPPE
GIUSEPPE CARRISI,TUTTO QUELLO CHE DOVRESTI SAPERE SULL’AFRICA,NEWTON COMPTON,2009
L’autore-giornalista Rai-compie una disamina lucida e spietata insieme delle numerose piaghe del continente nero portando in stampa un saggio ampio e documentato che costituisce un atto di denuncia implacabile nei confronti degli stati e delle multinazionali che hanno saccheggiato e devastato l’Africa.La principale motivazione delle numerose guerre nel continente africano e’ relativa all’acaparramento delle materie prime quali l’oro,i diamanti(si pensi alla determinate influenza della De Beers nel finanziare l’Unita angolana),il petrolio,l’uranio(a a tale proposito sia sufficiente riflettere sul ruolo esercitato dalla Cina o dalla Cogema francese in Niger) e alla conseguente proliferazione dei mercenari,dei broker o mediatori di armi(si pensi al noto Victor Bout) .A livello statistico, in primo luogo le guerre hanno coinvolto ventitre’ paesi facendo lievitare le spese militari soprattutto in Algeria, Marocco e Sudafrica -stato che ha il primato di maggiore esportatore di armi -e in secondo luogo la guerre africane hanno visto il drammatico coinvolgimento di bambini che vengono addestrati all’uso delle armi leggere(guerre che detto per inciso portano inevitabilmente alle violenze sessuali).In terzo luogo,nonostante la decolonizzazione,i paesi europei ed extraeuropei esercitano direttamente o meno un ruolo rilevante nelle scelte di politica estera ed interna del continente nero(si pensi a tale riguardo al ruolo giocato dagli Usa e dalla Francia nel conflitto ruandese).Ma certamente la rassegna dei flagelli africani non e’ certo conclusa :la sottoalimentazione-ad esempio-coinvolge ben ottocento milioni di soggetti,la biopirateria delle multinazionali depreda le risorse del continente, la volonta’ predatoria delle multinazionali del biotech(basti citare la Monsanto o la Bayer) -che attraverso le ong impone gli ogm e i relativi fitofarmaci-e quella non meno devastante delle multinazionali farmaceutiche -quali laPfizer,la Glaxo e la Aventis-che dissimulano gli effetti collaterali dei farmaci servendosi di cavie umane per la sperimentazione,il traffico di rifiuti tossici ed elettronici(in cui la Somalia e il Mozambico giocano un ruolo di tutto rispetto),la corruzione vasta e capillare della amministrazione pubblica e privata,la violazione dei diritti umani,la proliferazione di malattie(quali l’aids,la malaria),la vendita di organi , la prostituzione maschile e femminile , il commercio di droga ed infine la diffusione del terrorismo islamico .
Gagliano giuseppe
FRATELLI GUERRIERI,AARON COHEN,LONGANESI 2009,17,00 EURO
Formatosi inizialmente alla Accademia militare “R.Land”dove- grazie al comandante col.Bowman-comprendera’ da un lato la fondamentale importanza a livello storico- militare delle forze speciali israeliane e dall’altro lato acquisira’ maggiore sicurezza e consapevolezza psicologica -Aaron intraprendera’ il programma di educazione linguistica Ulpam allo scopo di diventare cittadino israeliano e membro delle forze speciali.Portatolo a termine positivamente ,per un breve lasso di tempo vivra’ in un kibbutz per completare la sua formazione che avra’ modo di concretarsi sotto il profilo militare attraverso un duro addestramento fisico e psicologico svolto al Wingate Institute-il centro sportivo delle special forces- e alla base militare “Mitkan Adam” sede ufficiale per l’addestramento militare delle forze speciali.Sotto il profilo psicologico,l’educazione impartita lo modifichera’ profondamente ricondizionandolo allo scopo di abituarlo alle tecniche di combattimento -quali il Krav Maga-,all’uso dell’M-16,a marcie estenuanti,all’uso della mimetizzazione e infine alla ricognizione topografica.Il passaggio successivo-l’ingresso alla Scuola antiterrorismo israeliana- costituira’ il coronamento della formazione militare di Aaron.Il paradigma sul quale sara’ costruito il suo iter formativo sara’ ispirato al significato dell’emblema della scuola,vale a dire all’uso della astuzia,della silenziosita’,della flessibilita’ mentale ,iter formativo che prendera’ forma nei programmi denominati LOZ(addestramento in ambiente terrestre) e PRAT(tiro e maneggio armi),nello disamina analitica dei successi e dei fallimenti delle operazioni antiterroristiche israeliane e naturalmente nella infiltrazione tra i gruppi terroristici palestinesi.Ebbene,l’insieme delle competenze acquisite lo mettera’ in grado di comprendere chiaramente come le priorita’ antiterrostiche siano quelle non di reprimere alla cieca ma di individuare accuratamente i burattinai del terrorismo palestinese,di comprenderne il modus operandi.Conclusa la formazione altamente specialistica ricevuta presso la Scuola di antiterrorismo, dopo un periodo di transizione- caratterizzato da forti problemi di socializzazione e di depresssione determinati dal brusco passaggio dalla attivita’ militare operativa alla vita civile-Aaron decidera’ di mettere a frutto con successo le competenze acquisite fondando l’IMS Security a Los Angels addetta alla sicurezza dei vips e all’addestramento delle forze dell’ordine.La parte conclusiva del volume e’ dedicata ad una sinossi informale sulle profonde differenze tra le strategie antiterrostiche israeliane-le piu’ efficaci in assoluto secondo l’autore-e quelle delle forze speciali statunitense,differenze che si possono agevolmente indicare nell’abuso della tecnologia da parte americana e nella sua incapacita’ da un lato di comprendere che la strategia piu’ adeguata e’ quella della strutturazione a piu’ strati che attraversano la societa’ civile coinvolgendo nella difesa attiva antiterrostica le infrastrutture militari e civili-scelta (scelta che consente a Israele di mobilitarsi in quarantotto ore)- e dall’altro lato di capire che la tecnica della irruzione dinamica pratica dalle forze speciali americane e’ da scartare per la sua pericolosita’ al contario di quella israeliana.D’altra parte anche a livello di maneggio delle armi, l’addestramento israeliano abituando “l’operativo a spostare il baricentro dello scontro verso il terrorista “ consente un contrasto piu’ efficace.Infine,Aaron con estrema chiarezza e senza lasciare adito a dubbi o scrupoli morali, sottolinea come l’enfasi posta-sia da parte americana che da parte europea- sul rispetto ad oltranza dei diritti civili costituisca un grave limite all’attuazione di una efficace politica antiterroristica.
Gagliano Giuseppe
WOBBLY,A CURA DI BRUNO CARTOSIO,SHAKE EDIZIONI 2007,EURO 17,00
Lo scopo del volume-nonostante la sua disorganicita’ e l’inconsueta attenzione prestata ad aspetti ben pochi rilevanti del percorso politico dei wobblies-e’ quello di illustrare i principali aspetti politico-organizzativi e le modalita’ operativa dell’IWW. Come e’ noto il documento fondativo degli IWW risale al 1905 documento sottoscritto a Chicago-e dal quale emergono con chiarezza i propositi e la connotazione ideologica dei wobblies.Da un lato,l’ottica politica all’interno della quale viene interpretata la realta’ sociale ed economica degli States e ‘ quella anarco-sindacalista risalente a Reed e alla Goldman in base alla quale la lotta di classe,la distruzione del capitalismo,l’abolizione del salario e il possesso dei mezzi di produzione costituivano le linee portanti di un autentico programma rivoluzionario;dall’altro lato gli attori sociali che si fecero interpreti di questo messaggio furono in prevalenza minatori,boscaioli,setaioli,siderurgici e cotonieri non pochi dei quali-fra l’altro- transfughi delusi e amareggiati da passate esperienze nel sindacalismo riformista del WFM e dell’ALU. A livello di strumentazione antagonista,i wobblies si servirono ora dello sciopero bianco-per esempio nel dicembre del 1906-ora dei soap box ora infine delle pubblicazioni quali l’ Industrial worker e Solidarity entrambi fondati nel 1909. Nonostante l’indubbia efficacia conseguita nell’ottenere orari e salari piu’ adeguati,le finalita’ massimaliste non furono neppure lontanamente sfiorate sia a causa delle divisioni interne-tra fautori della linea di De Leon e quelli di St.John e Trautman-sia soprattutto per gli efficaci strumenti di repressione messi in atto dalla amministrazione americana durante la prima guerra mondiale(quali Il Selective service act e l’Espionage act) che nel giro di pochi anni-dal 1917 al 1919-liquidarono il sindacato.
GAGLIANO GIUSEPPE
HEZZBOLLAH,A CURA DI SABRINA MERVIN,EPOCHE’ 2009, 17,50
Il saggio-frutto del lavoro collettivo di numerosi ricercatori del CNRS francese-si colloca in un’ottica esplicitamente ed apertamente ostile alla politica americana in Medioriente ed in modo particolare contraria ed avversa alle scelte deleterie promosse dalla amministrazione Bush(per l’esattezza il saggio indica in Powell,Condoleezza Rice,Ross,Crocker i principali fautori della collocazione di Hezzbollah fra i principali gruppi terroristici),contarieta’ che nasce dalla notevole apertura di credito mostrata dagli autori nei confronti del mondo arabo.Rispetto alla saggistica consueta il volume programmaticamente ignora la dimensione militare di Hezzbollah per sottolineare l’importanza di altri aspetti della galassia del movimento islamico.Sul fronte delle relazioni estere i legami piu’ stretti sono stati stabiliti in primo luogo con l’Iran sia sul piano politico religioso- grazie alla comunanza di dottrine religiose tra sciiti libanesi e iraniani -che sul piano militare attraverso l’addestramento e la fornitura di armi pesanti quali i razzi katiuscia e i missili zelzal 2 e in secondo luogo con il Cpl grazie al ruolo avuto da Gibral Basil.Meno rilevanti-ma non per questo trascurabili-sono le relazioni con la Siria. Sotto il profilo religioso gli autori del volume non possono che evidenziare l’indissolubile binomio tra nazionalismo e teoria religiosa khomeinista,legame che suggella l’alleanza tra trono e altare e che di conseguenza vede negli ulema gli unici autentici dirigenti del movimento che attraverso due istituzioni-la marja ‘iyya e il Consiglio superiore sciita-attuano le scelte politiche determinanti. Sia sufficiente riflettere sul ruolo rivestito dalla istituzione denominata “Mobilitazione culturale” la cui finalita’ e’ proprio quella di concretizzare il binomio politica-religione attraverso l’organizzazione dei raduni politici e delle commemorazioni. Ma affinche’ le scelte politico-religiose penetrino in modo capillare nei gangli della societa’ civile il movimento-partito Hezzbollah si serve sia delle associazioni volte a promuovere l’istruzione quali l’Associazione per l’istruzione e l’insegnamento con sede a Uzai,l’Associazione per l’insegnamento della religione islamica, sia le fondazioni filantropiche e sanitarie(finalizzate anche al sostegno delle vittime della guerra) e sia infine i media la cui attivita’ e ‘ in gran parte panificata dalla Unita’ di Informazione centrale che procede di pari passo con l’Unita’ di Informazione di guerra. Concretamente la psychological warfare si articola in radio-come Al Nur fondata nel maggio del 1988-in periodici -quale ad esempio Al Akhbar che cerca di creare le condizioni per una alleanza politico-culturale tra la sinistra araba e il nazionalismo- e nella televisione attraverso Al-Ahd. Ebbene a tale riguardo gli autori evidenziano la grande efficacia dimostrata da questi strumenti nell’educare la societa’ civile condizionandola in funzione antiebraica.
Gagliano Giuseppe