EUGENIO SCALFARI,LA SERA ANDAVAMO IN VIA VENETO,EINAUDI,MAGGIO2009 EURO 14,00

Giugno 29, 2009 at 5:09 pm (Uncategorized) (, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , )

E’ certo arduo negare che il saggio scalfariano-pur essendo ampiamente biografico in quanto’ finalizzato a ricostruire la genesi dell’Espresso e di Repubblica-costituisca un documento prezioso sia per ricostruire le vicende italiane degli anni cinquanta e settanta sia per comprendere chiaramente il contesto ideologico ed economico all’interno del quale maturarono le esperienze giornalistiche scalfariane.Uno dei primi elementi che emerge con chiarezza, e’ la difesa ad oltranza del lavoro giornalistico compiuto da Cederna-con la quale nasce il giornalismo di costume,ironico e fustigativo- e da Ottone grazie al quale il Corsera venne svecchiato conducendo alla emarginazione la componente conservatrice montanelliana.Ed ‘ proprio a tale proposito che Scalfari,pur individuando in Montanelli l’araldo del conservatorismo della borghesia lombarda medio-alta, ne ridimensiona in modo consistente il ruolo e il contributo al giornalismo e alla cultura italiana.Sul fronte della politica estera e interna,facendo proprie le istanze progressiste della cultura americana, entrambe le testate contribuirono a difendere l’opposizione alla guerra del Vietnam ,a sostenere gran parte del movimento sessantottino-pur criticandone gli eccessi-,a formulare un giudizio di radicale opposizione al terrorismo-senza tuttavia mancare di essere garantisti- e a denunciare senza mezzi termini sia la pericolosita’ di De Lorenzo e del Piano Solo sia quella della P2.Sul fronte dell’intreccio cultura-politica,la collaborazione di intellettuali comunisti-quali Moravia e Mila ad esempio-e quella degli intellettuali socialisti,radicali e sessantottini contribuirono a caratterizzare ideologicamente entrambe le testate differenziandole profondamente dal Corsera. Per quanto concerne la realta’ imprenditoriale e finanziaria italiana,i principali referenti furono Mattioli-grazie al quale la societa’e la cultura italiana superarono la loro intrinseca clericizzazione e sclerotizzazione-,Agnelli-signore rinascimentale,sovrano senza corona,uomo spericolato e pavido-,De Benedetti -imprenditore autonomo rispetto ai partiti,altamente credibile sui mercati internazionali,uomo furbo e candido insieme,decisionista e dotato di una enorme volonta’ di potenza,-Caracciolo-amico carissimo e vero e proprio pilastro economico delle iniziative editoriali scalfariane-,la Montecatini,la Snia, la Pirelli e l’ Iiri che con la loro pubblicita’ contribuirono al decollo di Repubblica e dell’Espresso.Sul piano politico-a parte Riccardo Lombardi e l’area radicale-le valutazioni dell’autore sono assai critiche e ben lontane dai toni apologetici usati per il mondo della finanza e dell’industria.A parte De Mita-nei cui confronti Scalfari non lesina elogi in relazione alla sua capacita’ di ridimensionare le correnti democristiane e di attuare una politica rigorosamente liberista-, e Pertini,gli altri leader politici vengono valutati in termini piuttosto critici:ad Andreotti viene attribuita una abilita’ diabolica da cardinale settecentesco,a Moro un lessico inutilmente essoterico ,a Berlinguer-pur riconoscendone l’onesta’ e l’integrita’-viene attribuito un eccesso utopico che gli avebbe impedito di comprendere la trasformazione profonda della classe operaria, a Craxi-al quale viene riservato il giudizio piu’ negativo- attribuisce diverse gravi responsabilita’.In primo luogo,quella di utilizzare il consenso per il potere indebolendo pericolosamente la moralita’ pubblica,in secondo luogo di aver trasformato il partito in una banda e infine di essersi servito di una parte della magistratura a fini politici.
GAGLIANO GIUSEPPE

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ALICE E’ I DIAVOLO.STORIA DI UNA RADIO SOVVERSIVA,A CURA DI F.BERARDI E E.GUARNIERI.SHAKE EDIZIONI 2009 EURO 15,50

Giugno 26, 2009 at 10:27 am (Uncategorized) (, , , , , , , , , , )

Il primo dato che emerge dalla lettura del volume e’ la particolarita’ della grafica-di natura underground-e da un codice linguistico volutamente dadaista e tradizionale al tempo stresso che genera un effetto di straniamento.In secondo luogo-Radio alice nata nel 1977 e chiusa nel marzo dello stesso anno- fu animata da ragazzi/e,da femministe e da operai che riunitisi in piccoli gruppi costituirono una comunita’ desiderante con finalita’ rivoluzionarie.Infatti,gli scopi della radio furono quelli di gridare il diritto alla liberta’ dal lavoro,dallo sfruttamento attraverso lo stile della controinformazione che contribui’ a far emergere il desiderio,la rabbia e il rifiuto dell’ordine costituito.Dal punto di vista storico,gli autori attuarono una interpretazione della realta’ italiana analoga a quella della sinistra extraparlamentare :da un lato la deriva fascista e dall’altro lato il tradimento centrista del Pci che si ‘ coniugo’ al rafforzamento della Dc che ebbe la possibilita’ di attuare una implacabile repressione attraverso il migliore erede di Scelba Kossiga allora Ministro degli Interni.
Gagliano Giuseppe

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MASSIMO CALANDRI BOLZANETO.LA MATTANZA DELLA DEMOCRAZIA,DERIVE E APPRODI,2008 EURO 15,00

Giugno 24, 2009 at 5:05 pm (Uncategorized) (, , , , , , , , , )

Il saggio di Calandri,giornalista della Repubblica e dell’Espresso,costituisce un duro e giustificato atto di accusa nei confronti della macelleria messicana compiuta scientamente dalle forze dell’ordine a Bolzaneto nel 2001 durante il G8.Grazie alle accurate indagini-durate sette anni- di Petruzziello e Miniati-e alle inchieste indipendenti di numerosi giornalisti(fra i quali l’autore) e’ stato possibile accertare la violazione sistematica dei diritti fondamentali causata da comportamenti consapevolmente crudeli e degradanti-come sottolineato da Cassese e da Palma presidente della Commissione europea per la prevenzione della tortura-,violazioni che emergono sia dalle testimonianze delle vittime(alle quali Calandri da’ voce con apposite e documentate schede) sia dai reati commessi dai quindici imputati(reati che vengono evidenziati da apposite schede poste a conclusione del volume) la maggior parte dei quali appartengono ai quadri della polizia di stato e della polizia penitenziaria.L’esito giudiziario e’ stato d’altronde la conseguenza di una pianificazione degli arresti da sagra paesana:tempi di immatricolazione e di traduzione estenuanti,assenza di registri di carico e scarico degli arrestati e sovrapposizioni di corpi di polizia-ben tre diversi-,comportamenti vili da parte dei dirigenti .Senza che cio’ possa suonare come un tentativo di discolpare a posteriori gli imputati,Calandri opportunamente sottolinea come il contesto nel quale agirono sia gli agenti che i dirigenti fu certamente coercitivo e disumanizzante e contribui’ a alimentare modalita’ operative ciniche e spietate. Ebbene questo volume contribuisce a dare voce alle vittime e a restituire loro dignita’ e giustizia.
GAGLIANO GIUSEPPE

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MASSIMO RECCHIONI ULTIMI FUOCHI DI RESISTENZA,DERIVE E APPRODI,2009 EURO 14,00

Giugno 23, 2009 at 5:20 pm (Uncategorized) (, , , , , , , , )

L’autore-promotore della Commissione dell’Anpi nella Repubblica ceca-da’ alla stampe un saggio di indubbio interesse storico relativo alle memorie-finora inedite-di un importante militante della Volonta rossa Paolo Finardi,la genesi storico-politica della quale affonda le proprie radici nel 1946 quando il Pci-ed in particolare l’ala operaista del partito-temeva una svolta autoritaria(finanziata dall’America con la connivenza del Vaticano e di tutte le forze reazionarie ancora largamente presenti in Italia) .Per impedire una tale drammatica eventualita’-e per eliminare in un contesto di giustizia politica i residui fascisti che si concretavano nelle Sam e nei Far-il Pci decise la realizzazione di un apparato clandestino-particolarmente radicato nei ceti operai e artigiani-dotato di gruppi paramilitari che poteva contare su una consistenza numerica di ben 30mila militanti.Ebbene,la Volante rossa-nata nel 1944 a Lambrate presso la Casa del popolo della stessa citta’-fu solo uno degli strumenti di cui il Pci-in via informale e ufficiosa-si servi’ anche come servizio di ordine.Richiamandosi idealmente e a livello di tecniche militari alla Terza brigata Garibaldi Martire ,raggiunse l’apice della sua azione antifascista nel 1949 periodo nel quale Finardi opero’ come militante della Volonta dando un contributo significativo. La eliminazione di numerosi rappresentanti dei gruppi fascisti da parte di Finardi lo costrinse ad una vita clandestina nel nostro paese ed in breve tempo la giustizia italiana non ebbe difficolta alcuna a individuarlo.Se fosse stato catturato sicuramente sarebbe stato condannato almeno ad una decina di anni di galera.Proprio per sottrarsi a questo epilogo,il Pci gli offri’ la possibilita’ di espatriare in Cecoslovaccia dove avrebbe trascorso gran parte della sua vita.Giunto nella Reppublica ceca nel 1961 ,pote’ trascorrere una vita lavorativa ed affettiva serena(con una breve parentesi a Cuba).Sotto il profilo politico-al di la’ di qualche lieve rilievo critico-Finardi formula una valutazione non solo positiva della classe politica ceca e delle sue scelte economiche ma a tratti entusiasta rispetto alla involuzione del 1989,anno che non rappresenta per l’autore una svolta epocale ma un vero e proprio decadimento politico e sociale analogo alla svolta centrista del Pci.D’altronde,l’ossequio alla ortodossia comunista dell’autore risulta evidente anche dal rigetto del revisionismo storico e dalla decisa negazione di qualsiaisi coinvolgimento della intelligence ceca sia nel supporto logistico alle brigate rosse sia nel rapimento di Moro.
Gagliano Giuseppe

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OLIVIERO BEHA COME RESISTERE NELLA PALUDE DI ITALIAPOLI,TEA 2007 EURO 8,00

Giugno 22, 2009 at 5:41 pm (Uncategorized) (, , , , , )

Nonostante la eterogeneita’ dei saggi presenti nel volume di Beha-giornalista della cartastampata,della televisione , della radio e collaboratore dell’ Unita’- e’ possibile inquadrarli intorno a quattro assi portanti.In primo luogo,sia nel mondo della cultura che in quello dello spettacolo, l’appartenza alla sinistra e’ dettata o da convenienze personali o da fattori di omologazione ma che comunque nulla ha a che vedere con un modus operandi antagonista,critico verso la realta’.In secondo luogo-soprattutto nel nostro paese -il predicare bene si abbina in modo sistematico con un modo di agire esattamente contrario come hanno dimostrato con il loro operato politico Celli e Veneziani,all’insegna insomma della piu’ sfacciata ipocrisia.In terzo luogo,prendendo atto che oramai nel nostro paese etica e politica appartengono a universi diametralmente opposti, che la mafia e’ stata in grado di costruire solidissime alleanze politiche nazionali e internazionali-nonostante la presenza di uomini di grande levatura come Falcone,Borsellino,Imposimato e Di Pietro-e che i partiti hanno oramai tradito ampiamente il loro mandato svuotando di qualsiasi significato la democrazia,le uniche alternative percorribili-ed e’ il quarto aspetto-sono l’utilizzazione della rete come struemento controinformativo e delle organizzazioni no global,delle ong e di tutte le realta’ sorte spontaneamnete dalla societa’ civile allo scopo di concretare una democrazia partecipativa.
Gagliano Giuseppe

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MARCO TRAVAGLIO LA SCOMPARSA DEI FATTI, IL SAGGIATORE 2006,EURO 15,00

Giugno 22, 2009 at 10:14 am (Uncategorized) (, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , )

Gran parte del giornalismo nostrano e’ affetto da un morbo che lo dilania inesorabilmente e cioe’ un morbo che nasconde I fatti della realta’ e lo fa per ignoranza,per evitare problemi,per compiacere l’editore o il padrone politico di turno.Ora,una delle conseguenze di questa malattia degenerativa consiste nell’uso sistematico del relativismo informativo che impedisce ai meno accorti di sentire l’esigenza di superare la realta’ solipsistica della parola,che impedisce loro di sentire l’esigenza di verificare le informazioni.Accanto ad esso,Travaglio individua una ampia strumentazione informativa volta a manipolare l’interpretazione della realta’ a cominciare dalla possibilita’ di sostituire I fatti pericolosi con altri usati come diversivi,dall’uso ampio dei gossip che collocano a latere I fatti imbarazzanti, dalla costruzione di equilibrati confronti dai quali emergono posizioni gia’ note ma non si manifestano mai I fatti nella loro crudezza,dal revisionismo degenere che ha condotto orde di giornalisti e intellettuali a rinnegare le posizioni assunte precedentemente,dal falso di autore che sorge sia allo scopo di assuefare I cittadini sia allo scopo di compiacere il potere.Ebbene, l’insieme di queste tecniche disinformative ha -di volta in volta- portato in essere figure di giornalisti ridicole e pericolose insieme(quella per esempio del giornalista spione,del giornalista affarista o del giornalista sarto)che hanno indubbiamente infangato la professione.Ebbene,a conclusione della dura requisitoria di Trvaglio-j’accuse costruito con uno stile sferzante e ironico-emerge con nettezza un panorama del giornalismo nostrano dicotomico nel quale da un lato vi sono gli araldi del giornalismo di razza-Santoro,Montanelli,Gabelli,Stella-e dall’altro lato I giornalisti asserviti-Mimmum,Fede,Vespa,Ferrara,Feltri,Jannuzzi-che guardacaso appartengono al centro destra.Non senza qualche perplessita’ ci domandiamo:le accuse e le critiche rivolte loro non saranno applicabili anche a quei giornalisti e intellettuali appartenenti all’Unita’ e a Repubblica?
Gagliano Giuseppe

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STEFANO LIVADIOTTI,MAGISTRATI:L’ULTRACASTA,BOMPIANI,2009 ,EURO 17,00

Giugno 21, 2009 at 9:01 am (Uncategorized) (, , , , )

Non c’e’ dubbio che il saggio del giornalista dell’Espresso Livadiotti costituisca una vera e propria requisitoria contro gli errori e I privilegi della magistratura italiana e non c’e’ neppure dubbio alcuno sulla credibilita’ delle informazioni contenute nel saggio poiche’ sono desunte da fonti attendibili e credibili quali la Banca d’Italia,la Corte dei conti,il Minstero dell’Economia e soprattutto dalle riflessioni di Di Federico e Zanotti.Il primo dato che merge con nettezza e’ il prevalere di un modus operandi autoreferenziale sia nei meccanismi di progressione di carriera-meccanisimi gerontocratici e clienterali-sia nei procedimenti disciplinari nei confronti dei colleghi inadempienti,procedimenti che vengono in realta’ erogati spesso per far tacere qualche voce scomoda(Forleo e De Magistris per esempio)e che si risolvono in assoluzioni nonostante la gravita’ dei reati.Quanto alla influenza che la casta della magistratura esercita sia sufficiente tenere presente quanto segue:in primo luogo la politica giudiziaria attuata dal Ministero di Giustizia e’ di fatto il risultato dell’operato di magistrati e non puo’ quindi essere superpartes e in seconda battuta non esiste commissione nella quale non sia presente un rappresentante della magistratura.Il seconda dato che si palesa e’ relativo sia alla lentezza e farraginasita’ dei processi-limiti duramnete stigmatizzati gai giudici di Strasburgo-sia alla incapacita’ di spendere il denaro erogato dallo stato in modo effiace evitando sprechi e disavanzi di bilancio.In terzo dato riguarda la lottizzazione correntenzia presente sia nel Csm sia l’influenza determiante per gli inacrichi direttivi dell’Anm.Il peso insomma del clientelismo e’ tale da inficiare la credibilita’ della magistratura,assenza di credibilita’ che si manifesta-ed e’ il terzo dato che emerge- sia nell’accesso alla professione-accesso “che costiutuisce una pagliacciata poiche’ la maggior parte dei promossi deve la sua performace al caso”(p.192)-sia nella possibilita’ da parte dei magistrati di”mollare il lavoro di tutti I giorni per dedicarsi ad altro pur continuando a ricevere lo stipendio mantendo il posto al caldo”(p.232) .Superfluo osservare che qualsiasi tentativo di eliminare sprechi e privilegi sia visto come un attentato alla autonomia della magistratura.
Gagliano Giuseppe

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GIANLUIGI NUZZI,VATICANO SPA,CHIARELETTERE,2009 EURO 15,00

Giugno 20, 2009 at 6:18 pm (Uncategorized) (, , , , , )

L’autore-inviato di “Panorama”-analizza con grande lucidita’ e precisione la complessa dinamica finanziaria dell’ Ior(la banca vaticana) grazie all’archivio-fino a questo momento riservato-di mons.Dardozzi che a partire dal 1974, su incarico della segreteria di stato, gesti’ le sorti dell’istituto.Ne emerge un affresco drammatico,nel quale omissioni,intrighi politici e finanziari, riciclaggio e finanziamenti illeciti costituiscono gli elementi portanti del modus operandi dello Ior.Nuzzi ricostruisce la genesi dell’istituto di credito partendo dalle note vicende di Marcinkus-segretario dello Ior dal 1971 al 1989-e quindi ponendo l’enfasi sulla influenza di rilievo che avranno nel nostro paese Calvi,Sindona e Gelli proprio grazie alla assoluta fiducia accordata loro dal prelato statunitense per giungere ad analizzare -con grande competenza in materia bancaria e finanziaria-il sostegno economico occulto- attuato proprio attraverso l’Ior-dato da Giovanni Paolo II a Solidarnosc e quello altrettanto illecito -grazie alle alchimie di De Bonis-dato alla formazione del grande centro.In buona sostanza-sottolineando le particolarita’ statuarie dello Ior-Nuzzi ne individua le implicazioni giuridico-finanziarie.In primo luogo,in qualita’ di banca off shore l’Ior non puo’ essere oggetto di inchieste giudiziarie-in quanto banca di uno stato estero- se non attraverso una rogatoria internazionale;in secondo luogo, i finanziamenti elargiti e il riciclaggio di denaro che servirono- per esempio- per alimentare la Prima Reppublica-a cominciare dalla maxi tangente Enimont-sono state operazioni possibili grazie alla doppia contabilita’ .In terzo luogo,grazie all’ampiezza del fondo fiduciario e riservato che il Papa detiene in qualita’ di capo indiscusso del Vaticano,lo Ior e’ stato ed e’ nelle condizioni di svolgere spericolate operazioni finanziarie internazionali al di fuori di ogni controllo superpartes( come d’altra parte dimostra proprio la ampiezza delle reti finanziarie che si estendono in tutto il mondo e la cui vera natura e’ assai abilmente celata dietro fondazioni caritatevoli).In conclusione, l’indagine di Nuzzi ci consente non solo di comprendere il peso politico e finanziario che il Vaticano-attraverso l’Ior-ha esercitato e continua ad esercitare nel nostro paese ma ci consente anche di capire la portata delle interferenze sistematiche che esercita nelle decisioni politiche del nostro paese.
Gagliano Giuseppe

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FERRUCCIO PINOTTI OPUS DEI SEGRETA,RIZZOLI 2006 EURO 11,15

Giugno 17, 2009 at 4:43 pm (Uncategorized) (, , , , , , , , , , , , , , , , )

Al di la’ delle vicende biografiche che emergono dalle testimonianze degli ex opudeisti-alcune delle quali toccanti e drammatiche sotto il profilo umano-e al di la’ la’ delle differenti professioni svolte dai testimoni,vi sono alcune costanti di indiscutibile rilievo che emergono dall’inchiesta di Pinotti-giornalista dell’ ”Arena” di Verona e collaboratore dell’ ”Herald Tribune”-e che consentono di caratterizzare la realta’ opudeista come un microcosmo totalitario(realta’ che dovrebbe essere oggetto di uno studio analogo a quello condotto dalla Arendt).Vediamo di illustrale sinteticamente.In primo luogo la pratica deviante della sessuofobia si manifesta sia nelle pratiche ascetiche che in quelle di espiazione oltre che nella rigida separazione tra opudeisti maschi e femmine;in secondo luogo,l’assenza di liberta’ di pensiero e quindi di espressione,di critica e persino di scelta vestiaria sono caratteristiche che emergono ripetutamente dalle testimonianze.In terzo luogo,il culto dell’obbedienza cieca ed incondizionata ai superiori-che procede di pari passo con lasacralizazion edella figura del fondatore- determina nel tempo una progressiva spersonalizzazione,una percezione distorta della realta’ esterna-connotata in termini dicotomici-e conseguentemente conduce il soggetto a gravi patologie psichiche che o vengono ignorate o sedate dall’abuso di psicofarmaci.Infine la manipolazione mentale alla quale e’ soggetto l’opudeista lo induce a legittimare la delazione in quanto ritenuta-proprio come nella realta’ gesuitica-strumento legittimo per il benessere della comunita’.Infine,in questa realta’ orwelliana la difformita’ ideologica viene letta come una vera e propria devianza psicologica che deve essere curata o attraverso la somministrazione forzata di psicofarmaci o attraverso l’esplusione.Nonostante gli indubbi meriti dell’inchiesta di Pinotti,emergono a nostra avviso dei limiti ben precisi.Infatti,l’autore-pur sottolineando nella cronologia storica dell’Appendice-il contributo determinate che il franchismo diede alla nascita e ala consolidamento dell’Opus Dei,accenna fugacemente ai legami tra la struttura opudeista e le classi dirigenti dell’America del nord e del sud(ancora piu’ sfumati sono i riferimenti a quella italiana).Per quanto concerne la complessa e articolata macchina finanziaria dell’Opus dei -al di la’ dei riferimenti alle vicende dell’Ior privi di consistenza penale o civile-manca nel saggio dell’autore qualsiasi tentativo di approccio. Sotto il profilo della costellazione ideologica opudeista,l’anticomunismo apertamente teorizzato non rappresenta nulla di particolare nel contesto del cattolicesimo novecentesco(ed in particolare di quello conservatore) almeno tanto quanto l’autoritarismo e il proselitismo esasperato che rientrano nel modus operandi sia di numerose altre realta’ religiose sia in quello del cattolicesimo preconciliarista(anche il richiamo da parte dei teologi opudeisti all’autorita’ tomista non costituisce nulla di originale).A proposito di scarsa originalita’ dottrinaria-se si esclude il concetto di prelatura personale- lo spirito che anima gli scritti del fondatore presenta numerosi elementi in comune con la riflessione gesuitica e con quella calvinista.Infine-nonostante siano pienamente condivisibili le proposte di riforme proposte dall’autore-ci riferiamo in particolare a quelle relative alla necessita’ di riconoscibilita’ delle residenze,delle scuole,delle fondazioni e alla trasparenza dei bilanci e delle fonti finanziarie-queste ci appaiono viziate da una prudenza di fondo determinata dal fatto che queste proposte provengono da ex opudeisti che-pur avendo criticato fortemente la realta’ opudeista-non hanno per nulla abbandonato la religione cattolica che presumono abbia una dimensione radicalmente altra da quella opudeista.
Gagliano Giuseppe

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ABBIE HOFFMAN,HO DERISO IL POTERE,EDIZIONI SHAKE,2009 EURO 17,00

Giugno 16, 2009 at 9:57 am (Uncategorized) (, , , , , , , , , , , , , , , , , , )

Il contesto storico-culturale nel quale si mosse l’autore era quello di una pseudocultura scolastica asettica,dogmatica,nozionistica e visceralmente bigotta.Espluso dal liceo a sedici anni per il suo anticonformismo e portatolo a termine privatamente,si iscrisse a Psicologia presso l’Universita’ californiana dove ebbe modo di seguire le lezioni di Marcuse e Maslow l’opera del quale gli forni’ un vero e proprio codice di condotta esistenziale.Non meno importanti saranno le riflessioni di Wright Mills,Doroty Day,Luther King,Mailer,Goodman e Erikson.Sotto il profilo dell’azione antagonista la partecipazione a Parigi nel 1955 contro la presenza francese in Algeria e la veglia notturna di protesta contro la pena di morte davanti al carcere di San Quintino nel maggio del 1960,costituiranno il banco di prova del suo radicale antimilitarismo e della sua difesa ad oltranza dei diritti civili.A conferma di quanto asserito,l’autore non ebbe alcuna esitazione ad appoggiare il candidato democratico Hughes alle elezioni al Senato persuaso che il pacifismo riformista del fondatore del Sane fosse in grado di modificare il contesto politico.Dopo una breve parentesi lavorativa come direttore di cinema e rappresentante farmaceutico,l’autore ritorno’ alla militanza politica divenendo un autorevole rappresentante in California del NAACP grazie al quale ebbe modo di conoscere Savio la cui”notorieta’ lo privo’ della solitudine che giovava alla sua anima e lo estranio’ dal movimento” e Moses che avrebbe gettato-secondo l’autore-le basi della democrazia partecipativa.Facendo propri gli insegnamenti di King e in qualita’ di membro del SNNC,la sua militanza si concretizzera’ nel combattere le discriminazioni razziali,militanza che gli consenti’ di conoscere Carmichael e di ridimensionare il suo iniziale pacifismo riconoscendo nella violenza rivoluzionaria una inevitabile necessita’.Un’altra tappa fondamentale della vita politica di Hoffman sara’ il 1967,anno durante il quale conobbe Leary,la rivista “Village Voice” entrando cosi’ in stretto contatto con i fondatori della cultura hippy e con le principali tecniche antagoniste:dal teatro di guerriglia fino alla grafica psichedelica. La forte componente artistica presente fin dalla fondazione degli hippy impedi’ che la loro rivoluzione di diventare noiosa conferendogli una forte componente ludica e comunitaria. Infatti sia i contributi di Krassner-vero padre della stampa underground-sia quelli di Fass forniranno coordinate precise alle innovative modalita’ espressive della cultura hippy tanto quanto lo stile di vita alternativo della comunita’ californiana di Fass e Ginsberg.L’insieme di queste influenze rafforzarono l’impegno politico che si tradusse nella mani-festazione del 1967 davanti all’Onu,in quella contro il Centro di reclutamento dell’esercito,nella occupazione della Columbia e del Liconln Park di Chigaco per prendere parte alla Convection democratica.La repressione indiscriminata della polizia e il processo contro gli organizzatori-fra i quali Seale-rappresentarono il trampolino di lancio per far acquisire a Hoffman notorieta’ nazionale e quindi credibilita’ politica.Fra il 1968 e il 1970 l’attivita’ pubblicistica e politica dell’autore raggiunse traguardi di indiscutibile autorevolezza sia all’interno della realta’ hippy sia nel contsto della sinistra antagonista americana.A partire dal 1974 il riflusso dell’antagonismo,la latitanza nella quale fu costretto a vivere, condurranno l’autore ad una vera e propria morte civile ed ad una progressiva repressione(con vari tentativi di suicidio).Nonostante le conclusioni ottimistiche del saggio e’ lecito domandarsi se non sia stato il potere a deridere Hoffman considerando la perfetta tenuta delle strutture del potere che la cultura hippy prese di mira.
GAGLIANO GIUSEPPE

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