PAUL AUSSARESSES LA BATTAGLIA DI ALGERI DEI SERVIZI SPECIALI FRANCESI 1955-1957 LEG 2007

Febbraio 25, 2009 at 3:18 pm (Uncategorized) (, , , , , , , , , , )

L’autore,generale dell’esercito francese in congedo,membro durante la guerra di liberazione di “France Libre”,dopo aver preso parte alla Guerra di Indocina,sara’ tra I fondatori dello SDECE attraverso il quale dara’ un contributo di fondamentale rilevanza alla Guerra di Algeria tra il 1955 e il 1957.Dopo una breve parentesi biografica-dalla quale emerge la formazione culturale classica,il suo contributo alla guerra di liberazione e al sostegno della resistenza anarchica iberica-l’autore dimostra di avere il pregio della chiarezza e della schiettezza la’ dove apertemente-senza infingimenti o ipocrisie-ammette esplicitamente di essere divenuto-grazie all’esperienza sul campo-uno “specialista di azioni brutali e spietate”.Le sue riflessioni autobiografiche costituiscono una testimonianza preziosa per ricostruire il contesto politico francese-dal quale emerge per esempio l’assoluta condivisione della classe politica sulla opportunita’ di introdurre una legislazione di emergenza in modo bipartisan e al di la’ degli steccati ideologici-,la dinamica della lotta antiinsurrezionale contro l’FNL e il PCA -e le numerose connivenze di intellettuali e giornalisti francesi nel sostenere I moti insurrezionali-,ma soprattutto il volume dell’autore prova al di sopra di ogni dubbio come la vittoria militare conseguita dai para’ leopardati sia stata ottenuta grazie a quella formidabile sinergia politico-militare che si creo’ con l’entrata in scena del Gen.Massu nel 1957 e con la realizzazione dello stato maggiore parallelo al quale Trinquier,Godard, Bigeard e naturalmente l’autore diedero un contributo decisivo.Per quanto concerne l’aspetto piu’ delicato del volume, vale a dire l’uso sistematico ed ampio della tortura,(ammissione questa che suscito’ vivacissime polemiche in tutta la Francia quando apparve il volume) questa era stata gia’ attuata dalla polizia francese e tacitamente ammessa dalle autorita’ prefettizie e politiche.D’altra parte,la giustificazione strategica risultava evidente anche per l’autore-che se ne servira’ a Philippeville e ad Algeri- poiche’ il suo uso consentira’ di salvare -dagli attacchi terroristici indiscriminati-numerose vite umane.Sotto il profilo psicologico e morale-afferma con nettezza l’autore-la morte di un detenuto non gli portava nessun rimpianto ne’ gli cagionava odio o pieta’.D’altronde,la capillare presenza dei membri del FNL-e fra questi Saadi,M’Hidi e La Pointe divenuti celebri loro malgrado grazie allo splendido film di Pontecorvo-dentro la Casbah,l’uso sistematico del terrorismo-che mieteva vittime civili quotidianamente-,l’uso del sabotaggio attraverso lo sciopero generale, imponeva una raccolta di informazioni-in collaborazione con la polizia-capillari,la suddivisione di Algeri in quattro zone ognuna delle quali affidate a quattro reggimenti di paracadutisti secondo l’approccio denominato DPU -approccio messo a punto da Trinquier-,rastrellamenti sistematici e l’uso del coprifuoco.Ebbene,all’interno di questa complessa strumentazione militare,la tortura rivesti’ un ruolo di rilievo poiche’ le informative estorte dai prigionieri consentiranno rapidamente di ricostruire la struttura a cellule del FLN arrivando fino al vertice della piramide organizzativa.Infine-a nostro avviso-di estremo interesse storico risultano altre due considerazioni dell’autore:la prima secondo la quale tutti I vertici politici locali e nazionali dal 1954 al 1957 non solo furono al corrente dell’uso della tortura ma ne approvarono l’uso e la seconda in base alla quale la eliminazione per impiccagione di Ben M’Hidi fu decisa da Massu e attuata dall’autore senza rimpianto alcuno.
GAGLIANO GIUSEPPE

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JACQUES BAUD LE FORCES SPECIALES DE L’ORGANISATION DU TRAITE’ DE VARSOVIE 1917-2000 HARMATTAN

Febbraio 23, 2009 at 4:39 pm (Uncategorized) (, , , , , , , , )

In questo saggio l’autore-ex appartenente alla intelligence svizzera e considerato uno dei massimi esperti europei di terrorismo e guerra asimmetrica-analizza sotto il profilo squisitamente strategico e tattico il modus operandi delle forze speciali appartenenti al Patto di Varsavia.Non c’e’ dubbio alcuno che la lotta anti-insurrezionale in Urss si sia sviluppata sotto l’egida della Ceka prima e sotto quella del Kgb in un secondo momento .Un dato altrettanto certo e’ quello relativo alla fondamentale importanza della rivoluzione bolscevica sotto l’aspetto strategico poiche’ questa ha costituito il punto di riferimento fondamentale per gran parte delle insurrezioni del novecento.Al di la’ delle modificazioni lessicali intervenute dal 1917 al 1950,l’evoluzione dei servizi speciali e delle forze speciali ha seguito due linee direttrici distinte ma complementari:da un lato I servizi speciali a vocazione politica sono stati subordinati alla intelligence mentre le forze speciali sono state controllate dalle forze armate.E’ bene precisare che questa demarcazione sorse al solo scopo di rafforzare il potere politico.Nella genesi delle forze speciali vi sono alcune fasi intermedie che non possono essre trascurate a causa della loro importanza:in primo luogo la nascita del Kgb nel 1954 e l’istituzione della Direzione S al cui interno sara’ costituito il Dipartimento 13 e in secondo luogo,la nascita nel 1942 dello Stato Maggiore centrale per la Germania libera specializzato nella guerra psicologica che verra ‘ utilizzato per appoggiare le operazioni convenzionali della Armata Rossa e del movimento partigiano.Quanto agli assunti teorico-strategici delle forze speciali, questi non si discostano da quelli posti alla base della dottrina marxista-leninista:in primo luogo,l’assunto leninista secondo il quale la guerra deve essere intesa in senso totale e in secondo luogo la necessita’di operare in base ad una strategia articolata e non monolitica.Proprio partendo da questo ultimo aspetto,l’autore demarca con chiarezza le diverse strategie attuate :quella diretta-volta alla occupazione del territorio nemico – quella indiretta finalizzata alla disinformazione e al supporto dei movimenti comunisti,quella denominata maskirovska sorta a scopo difensivo ,quella della sovranita’ limitata-denominata anche dottrina Brejnev-finalizzata alla formazione di paese satelliti e infine quella volta al supporto logistico e dottrinario al terrorismo.Alla luce di queste precisazioni,risulta agevole comprendere le finalita’ delle forze speciali:la ricognizione strategica e operativa contro I dispositivi C3I e nucleari della Nato,i raids contro target civili e militari e l’uso della guerra non convenzionale in tutto il suo spettro(sequestro,eliminazione di personalita’ politiche e/o militari,istruzione delle forze speciali dei paesi alleati e dei movimenti di liberazione).Per quanto concerne la consistenza complessiva delle forze speciali, queste -in base ad una stima realistica- avrebbero una consistenza di 40mila uomini.Il volume si conclude sia con una rassegna delle principali armi leggere e non in dotazione alle forze speciali(si pensi -a titolo esemplificativo- alla pistola automatica Stechkine o alla pistola mitragliatrice CZ-61 Skorpion) sia con una disamina sintetica ma chiara delle forze speciali russe, di quelle polacche,della Germania Orientale(a tale riguardo e’ doveroso ricordare il 40°Reggimento Aviotrasporato sorto nel 1990 e posto alle dipendenze del Ministero della Difesa,il Reggimento Dzerzhinsky sorto nel 1950 e posto alle dipendenze degli Interni),di quelle romene,ungheresi e della Cecoslovacchia.Particolare attenzione viene riservata dall’autore a quelle russe la cui articolazione si dipana su due linee direttrici :quella afferente al Kgb che si articola in cinque strutture 1)la Direzione S volta alla infiltrazione e alla eliminazione;2)la Terza direzione finalizzata al controspionaggio;3)la Direzione Guardie di Frontiera volta al controllo e alla repressione della emigrazione illegale e del contrabbando;4)la Nona Direzione sorta per dare protezione al personale politico e militare e per il controllo degli armamenti nucleari e infine 5)le unita’ antiterrostiche e controterroristiche del Gruppo Alfa e Beta ela seconda linea direttrice afferente agli Interni o MVD che si concretizza nei Berretti Rossi il cui uso e’ quello paramilitare e antiinsurrezionale.
GAGLIANO GIUSEPPE

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A.GOLDFARB MORTE DI UN DISSIDENTE LONGANESI 2007

Febbraio 22, 2009 at 5:05 pm (Uncategorized) (, , , , , , , , , , , , , , )

Inestricabile risulta l’intreccio tra la biografia di Litvinenko e l’involuzione autoritaria della Russia.La sua carriera, all’interno della intelligence russa, inizia come semplice tenente del Kgb e proseguira’ rapidamente all’interno della divisione anticrimine denominata CAT in qualita’ di oper con lo scopo di individuare le informative utili per far implondere dall’interno le principali organizzazioni criminali russe che, all’indomani della caduta dell’Urss, si contenderanno il mercato delle informazioni e della protezione con la polizia e con le stesse organizzazioni di intelligence.Il cambio al vertice del potere con Eltsin, lo condurra’ all’interno della FSK -divisione del FSB-le cui funzioni saranno analoghe a quelle del CAT.Ma sara’ soltanto nel 1996 che la vita di Litvinenko avra’ una svolta drammatica:entrato nell’URPO divisione operativa dotata di 40 oper e e di unita’ di intervento speciale e sorta per contrastare con ogni mezzo il dilagare della criminalita’ organizzata all’interno dei gangli vitali dello stato,scoprira’ sua malgrado che i mezzi usati dalla intelligence contemplavano l’uso ampio e discrezionale della tortura e dei sequestri non solo nei confronti della criminalita’ organizzata ma soprattutto contro il dissenso politico.Scoprira’ sua malgadro che l’FSB unitamente agli altri settori della intelligence-il GRU e l’SVR in particolare-erano piu’ occupati a spiarsi tra loro,a contrastarsi reciprocamente , a collaborare con le organizzazioni criminali e soprattutto a porsi al servizio delle trame oscure delle oligarchie politiche che a contrastare efficacemente il terrorismo.Di fronte al tentativo coraggioso dell’imprenditore Boris Berezovskij di rinnovare profondamente la politica russa-traghettandola verso l’Occidente-in collaborazione con Soros per porre in essere una economia autenticamente liberale ,per creare con la rete televisiva ORT una informazione pluralista,l’intelligence russa non ebbe esitazione alcuna ad ordinare a Litvinenko di eliminarlo.Il suo rifiuto gli costera’ prima il carcere e poi l’odissea dell’esilio-tappa obbligata per evitare una sicura condanna a morte- che lo condurra’ a Londra dove,proprio con Berezovskij, collaborera’ alla realizzazione di Ong volte a creare una rete civile dal basso- che avra’ il suo culmine con il partito Russia liberale sorto per contrastare il nuovo autocrate Putin nei confronti del quale il giudizio di Litvinenko sara’ di radicale condanna-e dove avra’ modo di conoscere due celebri dissidenti russi quali Bukovskij e Gordieskij.Proprio con Putin infatti la violazione dei diritti umani diverra’ la norma,proprio con Putin la filosofia della ragion di stato prendera’ il sopravvento su qualsiasi tentativo di democratizzare la Russia.L’omicidio della giornalista Politkovskaj-che stava per aprire quel vaso di Pandora che fu il coinvolgimento dell’FSB sia nella guerra in Cecenia che nell’assalto al teatro di Mosca nel 2002-costituira’ una sorta di drammatico antefatto dell’omicidio di Litvinenko avvenuto con il polonio 210.
GAGLIANO GIUSEPPE

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