COORDINAMENTO COMASCO DELLA PACE
COORDINAMENTO COMASCO DELLA PACE*
Non c’e’ dubbio che il movimento altermondialista costituisca una nuova realta’ politica,culturale e sociale che tenta di unire in modo rizomatico e non gerarchico diversi spezzoni del movimento pacifista,del terzo settore,di partiti politici e sindacati,di realta’ eccelesiastiche istituzionali e di gruppi sociali antagonisti le cui finalita’ per quanto variegate sono tuttavia volte a modificare ora in modo riformistico ora in modo strutturale le istituzioni politiche,militari e economiche nazionali e sovranazionali attraverso lo sciopero,le manifestazioni di piazza,il boicottaggio,la disubbidienza civile,la propaganda o guerra psicologica.Fra queste riveste particolare importanza il Coordinamento comasco per la pace.Infatti sotto il profilo della conflittualita’ non convenzionale-ed in particolare della guerra psicologica-le finalita’ del Coordinamento ci sembrano di estremo interesse :” 3) Formazione, educazione: su questo piano il Coordinamento intende:
• offrire strumenti ed occasioni formative per scuole ed istituzioni educative;• fungere da punto di riferimento e da tramite fra il mondo della scuola ed il mondo dell’associazionismo pacifista;• promuovere e consolidare contatti e relazioni durevoli con enti, centri di ricerca e fondazioni nazionali ed internazionali.
4) Lobby politica: a livello politico il Coordinamento intende sviluppare reti di collegamento fra istituzioni e rappresentanti istituzionali locali, nazionali ed internazionali, svolgendo, nel contempo, un’azione diffusa di coscientizzazione politica di base e di pressione politica istituzionale.”Ebbene fra i soggetti coinvolti la presenza della realta’ cattolica(Acli,Garabombo,Missionari Comboniani, Marco Gatti del “Settimanale della Diocesi”),quella della realta’ cooperativa(Soci coop,Avc)e della realta’politica locale(Arci e Ecoinformazioni) costituiscono certamente una ampia e variegata piattaforma nella quale sia Celeste Grossi( che oltre a rivestire un ruolo di primo piano in ECOLE,DONNE IN NERO,DISARMO LOMBARDIA,BRESCIA SOCIAL FORUM,CIRCOLO ROSA LUXEMBURG e’ stata candidata per RIFONDAZIONE COMUNISTA-LISTE EUROPEE del 2004) che Giampaolo Rosso (insegnante di Scienze presso il Liceo Terragni di Olgiate Comasco che occupa una posizione di primo piano nell’ ARCI e in ECOINFORMAZIONI mentre in EUREKA COMO-FORUM COMASCO DEL TERZO SETTORE e nel CSV svolge un ruolo di peso minore ) svolgono un ruolo determinante accanto a Claudio Bizzozero.
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*Origine delle informative:internet
COORDINAMENTO COMASCO DELLA PACE
COORDINAMENTO COMASCO DELLA PACE*
Non c’e’ dubbio che il movimento altermondialista costituisca una nuova realta’ politica,culturale e sociale che tenta di unire in modo rizomatico e non gerarchico diversi spezzoni del movimento pacifista,del terzo settore,di partiti politici e sindacati,di realta’ eccelesiastiche istituzionali e di gruppi sociali antagonisti le cui finalita’ per quanto variegate sono tuttavia volte a modificare ora in modo riformistico ora in modo strutturale le istituzioni politiche,militari e economiche nazionali e sovranazionali attraverso lo sciopero,le manifestazioni di piazza,il boicottaggio,la disubbidienza civile,la propaganda o guerra psicologica.Fra queste riveste particolare importanza il Coordinamento comasco per la pace.Infatti sotto il profilo della conflittualita’ non convenzionale-ed in particolare della guerra psicologica-le finalita’ del Coordinamento ci sembrano di estremo interesse :” 3) Formazione, educazione: su questo piano il Coordinamento intende:
• offrire strumenti ed occasioni formative per scuole ed istituzioni educative;• fungere da punto di riferimento e da tramite fra il mondo della scuola ed il mondo dell’associazionismo pacifista;• promuovere e consolidare contatti e relazioni durevoli con enti, centri di ricerca e fondazioni nazionali ed internazionali.
4) Lobby politica: a livello politico il Coordinamento intende sviluppare reti di collegamento fra istituzioni e rappresentanti istituzionali locali, nazionali ed internazionali, svolgendo, nel contempo, un’azione diffusa di coscientizzazione politica di base e di pressione politica istituzionale.”Ebbene fra i soggetti coinvolti la presenza della realta’ cattolica(Acli,Garabombo,Missionari Comboniani, Marco Gatti del “Settimanale della Diocesi”),quella della realta’ cooperativa(Soci coop,Avc)e della realta’politica locale(Arci e Ecoinformazioni) costituiscono certamente una ampia e variegata piattaforma nella quale sia Celeste Grossi( che oltre a rivestire un ruolo di primo piano in ECOLE,DONNE IN NERO,DISARMO LOMBARDIA,BRESCIA SOCIAL FORUM,CIRCOLO ROSA LUXEMBURG e’ stata candidata per RIFONDAZIONE COMUNISTA-LISTE EUROPEE del 2004) che Giampaolo Rosso (insegnante di Scienze presso il Liceo Terragni di Olgiate Comasco che occupa una posizione di primo piano nell’ ARCI e in ECOINFORMAZIONI mentre in EUREKA COMO-FORUM COMASCO DEL TERZO SETTORE e nel CSV svolge un ruolo di peso minore ) svolgono un ruolo determinante accanto a Claudio Bizzozero.
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STUDI NSTRATEGICI-INTELLIGENCE E STRATEGIA
Giuseppe Gagliano
Gagliano Giuseppe è nato a Como e si è laureato in Filosofia presso l’Università Statale di Milano. Ha conseguito il Master in Studi strategici e Intelligence e quello in Diritto internazionale e conflitti armati. È stato co-directory della ISF e attualmente è coordinatore dello Strategicgroup. Ha pubblicato “Sicurezza internazionale e controllo degli armamenti”, “Il potere marittimo negli scenari multipolari”, “Studi strategici. Introduzione alla conflittualità non convenzionale, vol. I”, “Studi strategici. Il ruolo della conflittualità non convenzionale nel contesto delle ideologie antagoniste del novecento, vol. II”.
- Geopolitica
Studi strategici
Intelligence e strategia
Lo scopo del presente volume è quello di illustrare concretamente il dispiegarsi della prassi operativa dell’intelligence, al di là della retorica usuale, alla luce di un approccio metodologico mutuato dal realismo politico… Scarica il PDF allegato 9788861784680novembre 2009
11.00 EUR
ISTITUTO DI STORIA CONTEMPORANEA-ISC
La dimensione squisitamente istituzionale degli Istituti di storia contemporanea e la particolare importanza del lavoro storiografico da essi svolto-soprattutto in relazione alla storia del nostra paese-dovrebbero essere motivi piu’ che sufficienti per valutare in termini poco lusinghieri la presenza ai vertici di questi istituti di soggetti legati alla politica attiva ,alle cooperative ,alla realta’ altermondilaista.Ebbene questi legami non solo –a nostro avviso- inficiano seriamente la credibilita’ delle ricerche storiche prodotte ma inducono di conseguenza a riflettere sui criteri di assunzione del personale che potrebbero essere dettati da esigenze partitocratiche e non meritocratiche.
Gagliano Giuseppe
ECOINFORMAZIONI
Non c’e’ dubbio che il movimento altermondialista costituisca una nuova realta’ politica,culturale e sociale che tenta di unire in modo rizomatico e non gerarchico diversi spezzoni del movimento pacifista,del terzo settore,di partiti politici e sindacati,di realta’ eccelesiastiche istituzionali e di gruppi sociali antagonisti le cui finalita’ per quanto variegate sono tuttavia volte a modificare ora in modo riformistico ora in modo strutturale le istituzioni politiche,militari e economiche nazionali e sovranazionali attraverso lo sciopero,le manifestazioni di piazza,il boicottaggio,la disubbidienza civile,la propaganda o guerra psicologica. Ebbene,per quanto Como sia una realta’ socio-culturale di medie dimensioni-rispetto a quella milanese o romana-pur tuttavia a partire dagli anni novanta si sono sviluppate a ritmo incalzante movimenti altermondialisti interamente o parzialmente locali e fra questi la rivista Ecoinformazioni,il Coordinamento della pace,Paco,la Rete Lilliput legate in modo dinamico alla sinistra istituzionale,alla Cgil e al sindacato di base.L’analisi della composizione di classe dei militanti ci consente di stabilire come questi si collochino prevalentemente all’interno della borghesia e ci permette altresi’ di individuare il loro radicamento all’interno delle istituzioni pubbliche (formative e non).E proprio a tale proposito e’ legittimo domandarsi se le istituzioni pubbliche, all’interno delle quali i militanti altermondialisti esercitano le loro professioni, costituiscano delle enclavi ideologiche per attuare del proselitismo aggressivo facendo venire meno da un lato il necessario pluralismo ideologico e dall’altro promuovendo forme di disinformazione sistematica nei confronti degli avversari o dei rivali.
Gagliano Giuseppe
Militaires et guerilla dans la guerre d’Algerie ,a cura di Jean-Charles Jauffret e Maurice Vaisse,Editions Complexe 2001
Nonostante non sia possibile dare conto analiticamente di tutti I contributi degli autorevoli relatori,e’ tuttavia possibile -seppure sinteticamente-formulare alcune considerazioni di indubbia rilevanza in relazione alla guerra di Algeria.
In primo luogo,l’iniziale assenza da parte francese di una spirito interarma fu superata a partire dal 1959 grazie alla leadership di Bigeard -che fu in grado di amalgamare le unita’ francesi- e grazie al Col.Ruyssen con la realizzazione del CROGG la prima struttura integrata di intelligence che permise al potere militare francese di superare la rivalita’ tra la DST diretta da Pontal e del SDCE coordinata da Germain,struttura interarma I cui benefci furono tuttavia ben presto vanificati con la proliferazione di strumenti di intelligence quali la SAS del Gen.Parlange,il BEL e il COBR.In secondo luogo,benche’ inizialmente la reazione francese alle nuove modalita’ di guerra sovversiva si fosse rivelata lenta e tardiva-come sottolineato nel 1955 dal console brittanico Irving-ben presto il potere militare fu in grado di reagire-come indicato dall’ambasciatore brittanico Jebb- attraverso il Centro di istruzione di controguerriglia e di sovversione di Arzew nel 1957,il “quadrillage”di Trinquier e la collaborazione tra la gendarmeria e l’esercito e tra il SDCE e la Marina.Indubbiamente uno degli strumenti per eccellenza di contrasto attuati dalla Francia fu la guerra psicologica il cui artefice fu certo Larechoy ma che ebbe modo di prendere forma nel contesto delle forze armate francesi grazie a Bigeard,Godard attraverso il CHTP del Gen.Ely,attraverso il CIGP e naturalmente grazie al 5°Bureau.Se indubbiamente -da parte dell’ALN- fu compiuto un tentativo analogo di guerra psicologica e di disinformazione presso i soldati francesi-i sottoufficiali in particolare-ai quali la Francia fu presentata come la principale responsabile del terrorismo, e’ tuttavia altrettanto indubbio che in Francia l’opposizine alla guerra si manifesto’ attraverso la disubbidienza alla leva che fu certo di notevole rilevanza ed ebbe modo di prendere forma attraverso Alban Liecthi-la cui azione fu ampiamente pubblicizzata dalla CGT-,Noel Favreliere,Jean Le Meur e soprattutto Jeanson ma soprattutto attraverso periodici -quali L’Humanite’ ,Le temps des rappeles e Esprit-che esercitarono un impatto ampio e duraturo presso gli intellettuali francesi laici e cattolici.Infine,fra le molte conclusioni alle quali il saggio perviene due ci sembrano quelle di particolare rilievo:in primo luogo la battaglia di Algeri rappresentera’ un punto di riferimento fondamentale per la guerra rivoluzionaria e la guerra psicologica e in secondo luogo la delega politica al potere militare-ed in particolare a Massu e Salan-portera’ ad un ribaltamento dei ruoli tra magistratura e potere militare attribuendo a quest’ultimo un ruolo determinante in tutte le scelte politiche di rilievo.
Gagliano giuseppe
GENERAL BIGEARD,CRIER MA VERITE,EDITIONS DU ROCHER 19,50 2002
Nella prima parte del volume autobiografico Bigeard ripercorre le principali tappe della battaglia di Algeri che lo vide protagonista al pari di Massu,Godard e Salan.Se il taglio interpretativo e’ certamente realistico e nazionalistico insieme ,l’autore non puo’ fare a meno di ricordare come la lotta contro l’FNL fosse letta come una lotta per l’integrita’ nazionale francese e nel contempo come una lotta per il conseguimento della liberta’ di fronte alla avanzata minacciosa del comunismo.Proprio partendo da questi assunti politici,fu svolta una accurata formazione ideologica dei militari del 3°RPC trasformadoli in breve tempo in una formazione di elite. Sotto il profilo strategico certamente preziose risultano le riflessioni dell’A.sia in relazione all’uso innovativo dell’elicottero-trasformato da Bigeard da semplice strumento logistico a strumento formidabile di ricognizione e repressione-sia in relazione alle profonde trasformazioni strategiche che la guerra sovversiva implica a cominciare dalla necessita’ di attuare un approccio anche politico e psicologico oltre che strettamente militare. L’analisi della struttura bicefala dell’FNL-politica e militare-consentira’ a Bigeard di comprendere lucidamente come la struttura verticale e orizzontale dell’FNL avesse permesso una capillare infiltrazione dei sovversivi all’interno della societa’ algerina garantendo ad essa ampio sostegno finanziario. Un altro aspetto di rilievo indicato dall’autore e’ certamente il ruolo decisivo di Saadi -sul piano militare-con l’introduzione delle bombe artigianali che contribuirono ad aumentare la pressione psicologica presso i pied noir e quello altrettanto decisivo di Ben M’Hidi sul piano politico nei cui confronti Bigeard non nascose mai il suo rispetto che fu d’altronde esplicitamente contraccambiato.Nella seconda parte -non senza una punta di autocompiacimento-l’ A. dopo aver fatto cenno ai suoi successi militari(che lo porteranno a diventare nel 1971 Generale di Divisione delle Forze francesi nell’Oceano indiano e presidente della Commissione difesa sotto Giscard d’Estaing di cui divenne amico) lamenta la progressiva caduta del prestigio internazionale della Francia determinato da una politica incerta e incoerente,da stanziamenti risibili rispetto al passato,da forze professionali che non comprendono che la scelta di indossare la divisa costituisce una vocazione e non dunque una ordinaria professione.Certo la progressiva politicizzazione delle forze di polizia rischia di intaccare l’integrita’ delle forze armate francesi che -nonostante siano prive di missili da crociera e non ricevono la dovuta attenzione da parte della classe politica- contribuiscono-grazie alla intelligence della DST e del DRM-a dare un contributo di rilievo nella lotta al terrorismo sia in Medioeriente che in Africa.
GAGLIANO GIUSEPPE
jacques baud, Le renseignement et la lotte contre le terrorisme lavauzelle 2005
Se gia’ nei precedenti saggi l’A.-uno dei piu’ noti studiosi di intelligence e di terrorismo a livello internazionale-aveva preso in attenta considerazione la diversa tipologia dei terrorismi,adesso nella prima parte del saggio individua anche le metodologie offensive del terrorismo(le bombe,gli attentati suicidi,la presa di ostaggi),le fonti di finanziamento(illegali o meno),la loro struttura interna (sovente caratterizzata da una dimensione politica e militare),le forze estreme di terrorismo o superterrorismo che comprendono quello nucleare,biologico,chimico,il cyberterrorismo che utilizza la guerra informatica per danneggiare le infrastrutture critiche e infine il terrorismo asimmetrico.Nella seconda parte-dopo aver distinto tra le diverse tipologie di intelligence(quello di difesa,quello di polizia che si occupa di identificare gli autori potenziali,quello operativo che raccoglie informazioni utili per l’azione a livello tattico)-Baud sottolinea nel contempo l’urgenza e la necessita’ di oltrepassare l’attuale divario tra intelligence esterna e interna anche cercando di delimitare con esattezza gli ambiti operativi distinguendo tra intelligence di anticipazione,di investigazione e di documentazione. Sotto il profilo storico,il contrasto al terrorismo si e’ concretizzato ora utilizzando la tortura-esempio questo estremo di controterrorismo-dalla quale possono mutuarsi informative di discutibile credibilita’ per quanto necessarie a livello tattico-ora attraverso la delazione da parte della societa’ civile o piu’ recentemente attraverso le fonti elettromagnetiche.Ad ogni modo,non pochi rimangono i problemi per attuare una strategia di controterrorismo e antiterrorismo efficace:la quantita’ di informazioni,il loro uso e il loro coordinamento.Dopo aver passato in rassegna,alcuni dei principali strategie messe in atto dai paesi europei nel contrasto al terrorismo(l’ATCSA inglese,il TRACFIN e il CILATI francesi) Baud sottolinea come il contrasto alla eversione sia sia concretato ora nella cooperazione bilaterale tra servizi ora in quella multilaterale mentre sul piano squisitamente operativo sono state messi in campo approcci diversificati che vanno dalle eliminazioni extragiudiziali della MISTA ‘ AVARIM israeliana alla guerra dell’informazione fino alla negoziazione attraverso concessioni parziali.
Gagliano giuseppe
JACQUES BAUD,ENCYCLOPEDIA DES TERRORISME ET VIOLENCES POLITIQUE,LAVAUZELLE 2003
L’autore-proveniente dai servizi segreti svizzeri -e’ considerato uno specialista di conflitti moderni e dei metodi della guerra segreta e in questo ampio volume studia I diversi gruppi terroristici o violenti moderni analizzandone la loro struttura,gli obiettivi,le loro strategie,i metodi di finanziamento,le tecniche operative e I loro organigramma.Nella ovvia impossibilita’ di esaminare le singoli voci-data la vastita’ del saggio-prenderemo in esame I presupposti metodologici sui si costruisce il saggio.Nel corso di lunghi anni di attivita’ di intelligence,Baud ha maturato la convinzione che esista in primo luogo un legame indissolubile tra antiterrorismo e controterrorismo,in secondo luogo che esista la possibilita’ di categorizzare il terrorismo a partire da due coppie concettuali-terrorismo emozionale/razionale,terrorismo costruito sul sostegno popolare forte / debole e in terzo luogo che al di la’ delle forme specifiche attraverso le quali si manifesta(l’autore ne individua otto indicandole nel terrorismo islamico,di guerriglia,politico e di guerriglia,ecofondamentalista,antiabortista,narcoterrorista,di droit commun,di mafia e marginale)a livello di organizzazione interna questo puo’ concretarsi sostanzialmente in tre strutture: “en etoile” tipica dei piccoli gruppi,”decentralisee” caratteristica dei gruppi terroristici tradizionali e infine quella “en reseau” tipica dei gruppi terroristici moderni come Al-Quaida.In terzo luogo,se e’ vero che la collaborazione tra intelligence determina ottimi risultati-l’autore cita a tale riguardao quella tra la DST e la SVD olandase nel contrasto della Gia islamica in Francia nel 2000-e se e’ vero che certamente la Homeland americana potrebbe rappresentare una buona contromisura(per quanto la sua credibilita’ dovrebbe fondarsi su un sistema di intelligence approppiato che neanche Israele possiede), l’uso delle contromisure messe in atto dagli stati sono certamente varie e comprendono anche gli squadroni della morte di cui l’autore illustra l’ambiguita’(si pensi alla Mistavarim israeliana che opera clandestinamente nei territori occupati basandosi sul concetto di azione preventiva) o la barriera antinfiltrazione che riposa essenzialmente sulla combinazione di un dispositivo statico e dinamico(come la Linea Morice creata nel 1957).In quarto luogo,fra le innumerevoli voci inserite dall’autore, la nostra attenzione si e’ rivolta a quella dei Black Bloc che consideriamo di particolare interesse visto gli avvenimenti di Genova.Secondo Baud,questo gruppo di individui si riuniscono temporaneamente in determinate occasioni allo scopo di praticare una strategia offensiva anticapitalista di natura mista perche’ posta a meta’ strada tra il terrorismo e la guerriglia urbana servendosi naturalmente di internet con finalita’ di guerra psicologica.Inoltre e’ arduo negare l’esistenza di vincoli assai stretti tra I Black Bloc e il Dan di Seattle,il Reclaim the streets inglese e la Ruckus society californiana.
Gagliano giuseppe
ANDY MCNAB,AZIONE IMMEDIATA,TEA ,2000
Dopo aver trascorso l’intera adolescenza nei quartieri poveri di Brixton e Peckham sopravvivendo con furti,dimostrando di essere un pessimo scolaro e facendo lavori saltuari che non gli risparmiarono il riformatorio,riusci’ ad imprimere una svolta determinate nella sua vita entrando nei Green Jackets dove ricevera’ un buon addestramento di base e grazie alle sue attitudine psicofisiche riuscira’ a divenire caporale di fanteria.La promozione conseguita e la forza di carattere acquisita lo indurranno a proseguire nella carriera militare decidendo di entrare nel 22° Reggimento dei SAS.Particolare importanza riveste nel saggio autobiografico,la descrizione analitica dell’addestramento che fu scandito da lunghissime marcie,dall’acquisizione delle competenze per la navigazione terrestre manuale,dall’utilizzo di varie armi-la Colt,la Beretta,i mortai da 81 mm,il lanciarazzi Milan,la Browing calibro 9-,dall’uso delle armi del Patto di Varsavia,dall’addestramento alla giungla fondamentale per il conseguimento della specializzazione in guerriglia svolta nel Brunei. Altrettanto rilevante sara’ il corso denominato JSIW prediposto per resistere agli interrogatori in caso di cattura,corso costruito anche sulle atroci testimonianze degli agenti del Soe sopravvissuti alla Gestapo.L’addestramento giungera’ a termine attraverso l’acquisizione dell’HALO o addestramento al lancio diurno e notturno,del CRW cioe’ delle principali tecniche antiinsurrezionali,della guerra psicologica e alla simulazione denominata “killing house” per la liberazione di ostaggi.Le esperienze maturate nell’Ulster contro l’Ira,nel sultanato di Oman,nel Belize e la collaborazione con la Dea americana per contrastare il narcotraffico in America Latina non faranno altro che affinare le sue capacita’ trasformandolo in uno dei migliori elementi delle forze speciali brittaniche.
Gagliano giuseppe